12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 17:00:38

Cronaca

​Ex Ilva: Arpa Puglia definisce “impropri” i dati di Peacelink

Secondo l'Agenzia regionale l'aumento non è stato calcolato su fattori omogenei

L'ex Ilva
L'ex Ilva

L’Arpa Puglia giudica “improprio dal punto di vista tecnico-scientifico” il confronto fatto dall’associazione ambientalista Peacelink sia sui valori sia sull’incremento – indicato del +160% – della concentrazione di benzene nel quartiere Tamburi di Taranto, vicino l’ex Ilva fra due mesi del 2018 e del 2019.

In un documento sui “Dati di monitoraggio della qualità dell’aria a Taranto rilevati dalla rete ex Ilva – 2018-2019” e riferito alla pubblicazione da Peacelink di una tabella sugli incrementi di inquinanti rilevati dalla centralina nell’area Cokeria, l’Arpa Puglia precisa che il confronto fra i bimestri gennaio-febbraio del 2018 e del 2019 è “improprio in quanto diversi fattori possono concorrere alla variabilità delle concentrazioni (condizioni meteo diffusive, emissioni, condizioni di esercizio, ecc.), che sono peraltro registrate con frequenza giornaliera”.

Un raffronto “ben fondato tecnicamente deve considerare serie storiche significative e mettere in relazione le concentrazioni rilevate con le concomitanti condizioni meteo diffusive (direzione e velocità del vento, turbolenza dell’atmosfera) e con le corrispondenti emissioni delle sostanze monitorate, e quindi con le condizioni di esercizio dell’impianto. Le medie, o mediane, determinate in un periodo più ristretto di un anno (come i due mesi di gennaio e febbraio) costituiscono un intervallo temporale molto limitato, e i confronti possono essere così fortemente influenzati da variabilità meteoclimatiche o altri fattori di breve periodo“.

Risulta, tuttora, rilevante il contributo delle emissioni di inquinanti da parte dell’impianto siderurgico nelle concentrazioni rilevate nei quartieri limitrofi all’area industriale, in particolare durante i cosiddetti ‘wind-days’; il rispetto dei limiti normativi europei della qualità dell’aria, nelle stesse zone, non garantisce in alcun modo l’assenza di effetti lesivi sulla salute della popolazione“.

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