28 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 19:53:45

Cronaca

«Costa, scuse o dimissioni»

Intanto dalla minoranza arriva la richiesta di un consiglio comunale monotematico


«Apprendiamo da
fonti giornalistiche che, contemporaneamente alla chiusura di due
scuole e l’interdizione della Salina
Grande della città di Taranto, il Ministro dell’Ambiente Costa invita a
non creare allarmismi su aumento
di inquinamento da diossina riportato da alcune associazioni, perchè
prima si dovrebbero avere dati
scientifici e poi prendere eventuali
decisioni.
Caro Ministro Costa, se questo
è il suo approccio le chiediamo
immediatamente di dimettersi e
tornare a fare il carabiniere, lasci
stare la politica e il dover prendere
decisioni sulla vita delle persone e
dei territori».

Così Piano Taranto, che riunisce
Comitato Cittadini e Lavoratori
Liberi e Pensanti, FLMUniti-CUB,
Giustizia per Taranto, Tamburi
Combattenti, Taranto Respira, Tutta Mia La Città e liberi cittadini.
«Ci dica lei ministro Costa per quale motivo dovremmo stare sereni
e non essere allarmati? Ci dica lei
per quale motivo dovremmo vivere
tranquillamente in una città che è
inquinata dalla testa ai piedi, dove
i nostri corpi sono inquinati dalla
testa ai piedi, dove si chiudono le
scuole ma non le fabbriche che inquinano, dove nei giorni di vento si
consiglia di chiudersi in casa. E sa
qual è la beffa caro Ministro Costa?
che il gioco non vale la candela.
Questo vostro stillicidio verso il
nostro territorio gli impedisce di
rigenerarsi da tutti i punti di vista:
ambientale, sociale, culturale, sanitario, occupazionale ed economico.
Verrebbe a vivere lei in un posto
compromesso come il nostro o
sarebbe anche lei leggermente allarmato? Si informi, studi e chieda
scusa.. venga a vedere con i suoi
occhi e prenda provvedimenti, non
faccia come i suoi colleghi che dicono che a Taranto è tutto risolto».

Intanto, i consiglieri comunali
Marco Nilo, Cataldo Fuggetti, Stefania Baldassari, Massimo Battista,
Giampaolo Vietri, Cosimo Festinante, Vincenzo Fornaro, Mario
Pulpo, Floriana De Gennaro, Tony
Cannone, Federica Simili chiedono
un consiglio monotematico sulla
questione ambientale a Taranto.
«L’assemblea, che auspichiamo
sia convocata nel più breve tempo
possibile, dovrà essere l’occasione anche per analizzare le cause
dell’adozione delle ordinanze
adottate dal sindaco Melucci ma
– soprattutto – per approfondire i
dati scientifici e per fare chiarezza
sulle ulteriori azioni conseguenti
che le Istituzioni vorranno porre in
essere a tutela della cittadinanza».
Cittadinanza che ieri è scesa in
piazza al rione Tamburi, per una
protesta che è arrivata anche alle
porte dello stabilimento ex Ilva,
ora Arcelor Mittal, chiedendo più
tutela per l’ambiente e per la salute.

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