19 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Gennaio 2021 alle 09:59:41

Cronaca

Taranto, l’Unesco e… Banfi

La protesta di Parma, che dovrebbe ospitare l’evento: “Un contentino elettorale”


Effetto Lino Banfi? Contentino elettorale? “Punizione” per il cattivo Federico Pizzarotti? Ma soprattutto: questo benedetto Forum sull’Alimentazione dell’Unesco, si farà a Taranto, sì o no? La notizia la riporta l’agenzia AdnKronos, che parla di una lettera del ministro per i Beni Culturali, il cinquestelle Alberto Bonisoli, indirizzata al collega degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, per caldeggiare la possibilità di spostare a Taranto il “Forum Unesco sulla Cultura Alimentare e sulle industrie culturali”, già programmato a Parma per il 21 e 22 marzo.

L’Unesco è l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura; un’agenzia specializzata dell’Onu creata con lo scopo di “promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni con l’istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l’informazione”. Se ne è parlato molto, nelle scorse settimane, per la stravagante indicazione, da parte del Movimento Cinquestelle e dello stesso Luigi Di Maio, dell’attore comico pugliese Lino Banfi come componente nell’Assemblea della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. La Commissione, istituita nel 1950 presso il ministero degli Esteri, ha lo scopo di favorire la promozione, il collegamento, l’informazione, la consultazione e l’esecuzione dei programmi Unesco in Italia. «Questa carica è bellissima perché le commissioni finora erano fatte con persone plurilaureate.

Io voglio solo portare un sorriso ovunque» il commento dello stesso Banfi sul palco dell’happening 5 Stelle sul reddito di cittadinanza, il 22 gennaio scorso. Insomma, per i grillini Unesco fa rima con Puglia? Da Parma, intanto, partono strali. Ed accuse. Il Comune, retto dal sindaco Pizzarotti, che dal M5s è andato via in maniera più che polemica, ha inviato una lettera al premier Giuseppe Conte: «Parma è pronta ad ospitare il quarto Forum Unesco, non vi è ragione alcuna per il cambio di sede. Pertanto chiediamo a lei di mantenere sulla nostra città questo importante evento riprogrammandolo nel corso del 2019 ad altra data, e le rinnoviamo la piena e completa disponibilità di Parma». Un evento internazionale con palcoscenico l’Italia e «una delle città che, in questo momento, più rappresenta nel Paese l’arte del food e della qualità».

«Da mesi la città di Parma, con le sue istituzioni, ha intrattenuto rapporti cordiali con il ministero degli Esteri, oltre ad avere partecipato a due incontri preparatori al fine di organizzare al meglio l’evento. Si è scritto ‘era programmato’ perché per ragioni a noi ignote, e senza spiegazione alcuna, attraverso una lettera del direttore generale per la Promozione del sistema Paese, il dicastero degli Affari Esteri ci ha fatto sapere che vi è una ‘riflessione a livello politico’ sul cambio di sede dell’evento internazionale. Ciò è avvenuto in modo così improvviso da destare stupore».

La lettera di Pizzarotti è firmata anche da note aziende dell’agroalimentare, come Mutti, Parmalat, Barilla, e dai Consorzi del Prosciutto di Parma e del Parmigiano Reggiano. D’altro canto, nella sua lettera citata da AdnKronos Bonisoli scrive che «nell’apprendere che l’iniziativa in questione è rinviata a una data da destinarsi in primavera o addirittura in autunno sono a porre alla tua attenzione l’opportunità di valutare l’organizzazione del Forum Unesco nelle città di Taranto. Si tratterebbe di un’occasione importante per il rilancio del Sud – fa notare il ministro al collega di governo – ed in particolare di un territorio caratterizzato da complesse problematiche di ordine sociale ed economico. La prossimità alla città di Matera, Capitale europea della Cultura 2019, consentirebbe, altresì, di amplificare reciprocamente l’impatto culturale e socio-economico della manifestazione in programma».

Pizzarotti non le ha mandate a dire, nei confronti del suo ex partito: il primo cittadino di Parma ha stigmatizzato quello che ritiene «un fatto gravissimo, un brutto segnale verso la città e arriva senza motivazione alcuna. Gli eventi non si spostano per gusto o – non voglio pensare – per dare contentini: proprio a Taranto il M5s ha tradito le promesse prima con l’Ilva e poi col Tap, le immagini delle bandiere Cinquestelle bruciate sono nella memoria di tutti. Non vorremmo mai che questo sia un segnale per recuperare il terreno perso». «Le cose non vanno fatte per meri fini elettorali – rincara la dose – gli eventi si fanno dove ha senso farli».

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