26 Febbraio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Febbraio 2021 alle 19:45:35

Cronaca

​«Così l’Europa affossa le nostre clementine»​

D’Amato del Movimento 5 Stelle: Troppo basso il prezzo imposto dal mercato


«Dovrebbero essere
una delle punte di diamante della
nostra economia, non solo del
settore agroalimentare. Ma la clementine Igp del Golfo di Taranto
non si vendono più. Chi le coltiva,
ormai preferisce non raccoglierle e
abbattere gli alberi per farne della
legna. Il motivo? Il prezzo imposto
dal mercato è di 50 centesimi al
chilo. Troppo poco per rendere
conveniente la loro raccolta. Tanto
la grande distribuzione e l’industria della trasformazione sanno
dove andare a parare: ci sono le
arance che arrivano dal Marocco
o dal Sud America sfruttando
gli assurdi accordi commerciali
sottoscritti dall’Ue. E che costano
la metà».

Lo dice Rosa D’Amato,
eurodeputata tarantina del Movimento 5 Stelle, commentando la
crisi del comparto.
«In soli due mesi – continua – in
Italia sono arrivate 170mila tonnellate di clementine marocchine.
E questo anche grazie alla vergognosa carenza di controlli alla
frontiere e alla triangolazione con
la Spagna: le arance arrivano li’ e,
per magia, diventano comunitarie.
E’ uno scandalo che sta affossando un pezzo importante dell’economia tarantina: da novembre 1,5
milioni di quintali di arance sono
rimaste invendute, più della metà
di quelle prodotte».

«Per fermare tutto questo occorre
rivedere le politiche commerciali
dell’Ue, subito. La riconversione
economica del territorio cui il
governo e il Movimento 5 Stelle stanno lavorando mette al centro
proprio l’agricoltura. Ma per farlo,
dobbiamo togliere ai nostri alberi
e ai nostri agricoltori il cappio
degli accordi commerciali di
Bruxelles. Anche per questo le elezioni europee di maggio saranno
una tappa fondamentale di questa
sfida. Che possiamo e dobbiamo
vincere».

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