10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 15:20:57

Cronaca

​La protesta dei genitori​: no al turno pomeridiano negli altri plessi​

L’emergenza per la chiusura precauzionale delle scuole Deledda e De Carolis


Presidio chiassoso,
come prevedibile, davanti alla scuola
Vico.

I genitori degli alunni delle scuole
Deledda e De Carolis si erano dati
appuntamento per la mattina di
lunedì 11 marzo. Con un obiettivo:
dire no al doppio turno, che poi è
la soluzione tampone all’emergenza
determinata dalla vicenda delle collinette ecologiche e dell’ordinanza di
chiusura delle due scuole che confinano con le barriere vegetali messe
sotto sequestro dalla magistratura.
Gli studenti delle elementari e delle medie della Deledda e della De
Carolis dovrebbero essere dirottati
momentaneamente nei plessi Giusti,
Vico, Gabelli.

Facendo lezione di
pomeriggio.
Ma questa soluzione non viene accettata dai genitori che «rifiutano
le soluzioni prospettate dei turni
pomeridiani e degli spostamenti in
altre scuole della città e pretendono
l’individuazione immediata di spazi
conformi che consentano ai propri
figli di continuare a seguire le lezioni
scolastiche senza alcuna riduzione
nel proprio quartiere». Una pretesa
che difficilmente potrà essere soddisfatta dal momento che al rione
Tamburi non vi sono altri spazi dove
poter fare lezione. In questi giorni
sono state scandagliate diverse soluzioni da parte del Comune, ma tutte
si sono rivelate impraticabili. L’unica
possibilità concreta per non far perdere le lezioni ai ragazzi è dunque
quella del turno pomeridiano. Ma
questa soluzione, come detto, viene
rigettata dai genitori perché le turnazioni pomeridiane «ridurrebbero gli
orari di lezione e scombinerebbero
le abitudini quotidiane di intere famiglie».

«Alcune famiglie – è stato ribadito
nel corso del presidio di protesta
– hanno figli che frequentano contemporaneamente più scuole e non
potrebbero materialmente organizzare diversamente le proprie vite.
I nostri figli si vedrebbero negare anche il diritto al gioco e alla spensieratezza perché con le turnazioni
pomeridiane non potrebbero più
frequentare incontri di calcio, piscina, sport, scuole danza, catechismo
e, ancora più importante, diventerebbe impossibile conciliare con gli
appuntamenti medici o la necessità
di far riposare il pomeriggio alcuni
bambini che assumono i farmaci,
mentre per altri piccoli è difficile abituarsi ai cambiamenti, anche quelli
più insignificanti per noi».

I genitori chiedono anche «informazioni certe circa tempi e scadenze
reali sull’installazione e messa in
funzione degli impianti di areazione
forzata».
Le lezioni, con i turni pomeridiani,
dovrebbero riprendere mercoledì 13
marzo. Ma è difficile, allo stato, prevedere come si evolverà la situazione.
In attesa di conoscere gli esiti delle
indagini dell’Arpa sui rischi connessi
alla vicinanza delle colline ecologiche. Risultati che, come è scritto
nell’ordinanza di chiusura precauzionale delle scuole firmata dal
sindaco Rinaldo Melucci, dovranno
pervenire entro il 31 marzo. Intanto
esiste il sospetto che tra le legittime
ragioni si nascondano anche ombre
di strumentalizzazione della vicenda. «Comprendiamo – ha dichiarato
l’assessore counale all’ambiente,
Francesca Viggiano – le preoccupazioni dei genitori in attesa di ricevere
ulteriori dettagli dalle scuole, ma non
possiamo non denunciare il comportamento di chi vuole speculare anche
sui bambini, creando confusione
anche tra i genitori».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche