17 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2021 alle 17:53:40

Cronaca

​Per la Denizhan il fermo nel porto di Taranto​

​La seconda nave bloccata a distanza di poco meno di due mesi​


Un’altra nave detenuta nel porto di Taranto, la seconda
a distanza di poco meno di due mesi; dopo il fermo a gennaio di
una nave portarinfuse, nel tardo pomeriggio di ieri gli uomini della
Guardia Costiera di Taranto – Nucleo Port State Control, retta dal
Capitano di Vascello (CP) Giorgio Castronuovo, hanno emanato
un provvedimento di fermo a carico di una nave general cargo di
1596 tonnellate di stazza battente bandiera panamense, nell’ambito
dell’attività svolta dal Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia
Costiera a tutela della vita umana in mare e dell’ambiente marino e costiero.

La “detenzione”, effettuata ai sensi dalla Direttiva
2009/16 della Comunità Europea e come recepita dall’ordinamento legislativo italiano con il D. Lgs. 53 del 2011, è stata decisa in
quanto la motonave “Denizhan Trio”, a seguito di un’ispezione
estesa durata 10 ore, risultava non essere in regola con i requisiti
previsti dalle convenzioni internazionali riguardanti la sicurezza
della navigazione, per molteplici evidenti non conformità. A bordo
della “Denizhan Trio”, arrivata lunedì dalla Turchia per imbarcare
un carico di cemento in sacchi, gli uomini del locale nucleo Port
State Control hanno rilevato condizioni operative e di lavoro al di
sotto degli standard fissati dalle principali convenzioni internazionali in campo marittimo.

Nel particolare sono state riscontrate
un totale di diciotto deficienze, sei delle quali gravi carenze causa
del provvedimento di detenzione riguardanti in primis la scarsa
preparazione dell’equipaggio che, nel corso delle verifiche condotte,
ha evidenziato mancanza di familiarità e dimestichezza in ordine
ai rischi del lavoro nelle situazioni di emergenza; inoltre sono state
rilevate diverse irregolarità relative alle dotazioni di bordo previste,
tra cui un difetto di funzionamento del dispositivo di ammaino del
battello di emergenza che in caso di necessità avrebbe reso inutile
il suo uso. E’, altresì, emersa una grave deficienza a carico della
Compagnia che ne gestisce la sicurezza, una società turca con sede
ad Istanbul. Al momento l’unità risulta ferma in porto, in attesa
degli accertamenti.

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