13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca

​Tamburrano, ascesa​ e declino del ras di Massafra​

​Per dieci anni sindaco, per altri quattro pre­sidente della Provincia


Per dieci anni sindaco di Massafra, per altri quattro pre­sidente della Provincia. Nel mezzo svariate consigliature al consiglio comunale di Massafra e nel consiglio provinciale. Una intera vita spesa nel­la politica, una carriera nella quale ha saputo ritagliarsi un consistente ruolo di potere, tanto da determinare anche le candidature per la corsa a sindaco di Taranto e al Parlamento.

61 anni, nato a Massafra, dipendente della Regione, Martino Tamburrano comincia la sua scalata nel 1987 con la sua prima elezione a consigliere comunale nel gruppo del Psi.

Tre anni più tardi diventa assessore, poi, nel 1999, viene eletto al consiglio provinciale nelle liste di Forza Italia. Nella stessa consigliatura viene nomi­nato vice presidente della Provincia nella giunta guidata dall’allora presi­dente Domenico Rana. E Tamburrano la Provincia la lascerà soltanto pochi mesi fa, ad ottobre scorso, quando è stato eletto il nuovo presidente dell’en­te, Giovanni Gugliotti.

Nel mentre si fa spazio e acquisisce un peso sempre più rilevante in Pro­vincia, dove guida l’opposizione di centrodestra alla giunta Florido, nel 2006 Tamburrano viene eletto sinda­co di Massafra, carica alla quale verrà rieletto nel 2011.

Il grande traguardo Tamburrano lo taglia nel 2014, quando viene eletto presidente della Provincia. Uno dei primi in Italia ad essere eletto dopo la riforma Delrio che ha trasformato le Province in enti di secondo livello. Una elezione, la sua, che riesce a spac­care il centrosinistra e in particolare il Pd. L’elezione nasce infatti sotto l’egi­da delle larghe intese tra Forza Italia e una parte del Partito Democratico. Per le larghe intese si era speso l’ex deputato Michele Pelillo. A farne le spese è Gianfranco Lopane, sindaco di Laterza e uomo dell’altro fronte del Pd, che esce battuto dalla sfida con Tamburrano. È il momento più alto della carriera politica del sindaco di Massafra. Ma, allo stesso tempo, è anche l’inizio della discesa. Anche nel centrodestra, infatti, comincia a serpeggiare una certa ostilità al ras di Forza Italia, che comunque continuerà ad essere presidente della Provincia fino a ottobre del 2018, quando, come detto, gli subentrerà Gugliotti.

Nonostante il dissenso che comincia a montare, Tamburrano continua a dettare legge. Alle elezioni per il sindaco di Taranto del 2017, è uno dei protagonisti, insieme all’allora coordinatore di Forza Italia, Luigi Vitali, della candidatura di Stefania Baldassari, direttrice della casa cir­condariale. Baldassari dopo il primo turno sembra avere la vittoria in tasca, ma nei quindici giorni che la separano dal ballottaggio con Rinaldo Melucci, la coalizione che l’aveva sostenuta di fatto collassa. Baldassari perde mala­mente. È il segnale che qualcosa nel centrodestra si è rotto e che forse a Tamburrano stia sfuggendo qualcosa di mano.

Il presidente della Provincia, però, va imperterrito per la sua strada e alle elezioni politiche riesce a imporre la candidatura della moglie, Maria Francavilla, al Senato. Una scelta che provoca mugugni, polemiche, strappi che si riverberanno sull’esito delle elezioni. Maria Francavilla, infatti, non sarà eletta, perdendo la sfida con Mario Turco del M5S.

È la seconda grave sconfitta per Tam­burrano dopo quella subita al Comune di Taranto con Stefania Baldassari. Nel frattempo, nel 2016, il centro­destra aveva perso anche Massafra con la vittoria dell’attuale sindaco Fabrizio Quarto, uscito largamente vittorioso nelal sfida con Raffaele Gentile, il candidato appoggiato da Tamburrano.

Tre batoste che segnano il tramonto politico di Tamburrano, ora travolto anche da questa tempesta giudiziaria.

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