Cronaca

​I retroscena del blitz: soldi per la campagna elettorale della moglie​ di Tamburrano

Durante una intercettazione: “La Provincia la comando io”


“La Provincia la comando io”. E’ una delle frasi pronunciate da Martino Tamburrano captate durante una delle intercettazioni della Guardia di Finanza in un ristorante.

Nel mirino degli investigatori delle Fiamme Gialle è finito l’iter ammi­nistrativo per la concessione dell’au­torizzazione all’ampliamento della discarica di Grottaglie.

Per l’accusa l’allora presidente della Provincia. Martino Tamburranno avrebbe ottenuto contributi per fi­nanziare la campagna elettorale della moglie Maria Francavilla alle ultime elezioni politiche per il Senato (si parla di ben 250mila mila euro).

Per Finanza e Procura l’accordo cor­ruttivo sarebbe stato talmente esplicito che il ritardo nel completamento dell’i­ter amministrativo aveva generato le vibrate rimostranze del corruttore che lamentava, per ogni giorno di inattività un mancato guadagno costituito dai ricavi derivanti dal conferimento in discarica dei rifiuti. Gli investigatori hanno sottolineato che le modalità di corresponsione delle dazioni illecite si sono rivelate particolarmente ingegno­se e innovative e, per lo più, elaborate nel corso di incontri conviviali tra gli indagati.I fondi da destinare ai pubblici ufficiali infedeli venivano costituiti attraverso l’affidamento dei lavori di sanificazione della discarica alle società riconducibili all’imprenditore sammarzanese. I pagamenti per tali prestazioni, risultati sovrafatturati, erano in buona parte destinati a cor­rispondere il prezzo della corruzione.

Il rappresentante legale della discarica, attraverso l’intermediazione del tito­lare di un autosalone, avrebbe donato all’allora presidente della Provincia di Taranto, quale ulteriore compenso illecito, una autovettura di lusso, una Mercedes, del valore commerciale di circa 50 mila euro.

La gestione degli affari illegali da parte di Martino Tamburranno si sarebbe spinta fino all’affidamento diretto, all’imprenditore di San Marzano, di lavori per somma urgenza e necessità in occasione degli eventi di calamità naturale verificatisi nell’estate del 2018, facendo fruttare compensi per ulteriori 95mila euro. Infine, la Guardia di Finanza ha accertato che l’allora Presidente della Provincia si sarebbe prodigato per pilotare anche la gara di appalto per i servizi di raccolta rifiuti del Comune di Sava, del valore di due milioni e 800mila euro, influendo sul giudizio tecnico di due professionisti facenti parte della commissione di gara, permettendo di far vincere l’ap­palto allo stesso imprenditore amico, attraverso una delle sue imprese. In pratica Tamburrano avrebbe influito sul giudizio tecnico dell’ex presidente Amiu Federico Cangialosi, e dell’at­tuale dirigente tecnico dell’Amiu di Taranto, Cosimo Natuzzi, presidente e membro della Commissione di gara per la raccolta di rifiuti solidi urbani nominata dal Comune di Sava, per­mettendo di far vincere l’appalto allo stesso imprenditore amico, Pasquale Lonoce, che lo aveva contattato per l’ampliamento della discarica di Grot­taglie. Negli interrogatori Tamburrano sarà difeso all’avvocato Antonio Raffo, Cangialosi e Natile dagli avvocati Car­lo e Claudio Petrone, Natuzzi dall’av­vocato Egidio Albanese e i Lonoce dall’avvocato Franz Pesare.

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