Cronaca

Comune di Sava sarà parte civile. M5S all’attacco, radicali garantisti

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“Senza dubbio, la vicenda che ha coinvolto l’ex presidente della Provincia ed altri indagati, compresi due commissari della gara per la gestione del servizio rifiuti del mio Comune, mi sorprende Non ci saremmo mai aspettati nulla di simile, sempre che i fatti contestati vengano poi provati.
Certo è che il nostro Ente è ora in una situazione complicata dal punto di vista amministrativo, avendo sottoscritto qualche giorno addietro il contratto con il nuovo gestore coinvolto appunto in questa indagine giudiziaria. A questo punto, saremo costretti ad intervenire con una ordinanza contingibile ed urgente per garantire la prosecuzione del servizio con altra impresa ovviamente.” Così il sindaco di Sava, Dario Iaia.
“Restiamo garantisti, nel senso che siamo all’inizio di una vicenda giudiziaria che dovrà avere il suo corso e gli indagati avranno la possibilità di difendersi nelle sedi più opportune.-. prosegue- di sicuro, mi preme chiarire che, proprio in occasione della gara in questione, il responsabile del servizio ritenne opportuno nominare dei commissari esterni, esperti in materia ambientale, proprio al fine di assicurare il massimo della trasparenza e della competenza nella valutazione dei progetti.
Abbiamo fiducia e rispetto per il lavoro svolto dai magistrati e dalle forze dell’ordine, pertanto se i fatti contestati dovessero avere un prosieguo giudiziario, è evidente che il comune di Sava, essendo parte lesa in questa vicenda, non si esimerà dal costituirsi parte civile per contribuire all’accertamento delle verità dei fatti”.
Sulla vicenda interviene anche il deputato del Movimento 5 Stelle, Giovani Vianello. “Ora chiarezza su tutte le autorizzazioni rilasciate- dice- è necessaria trasparenza sui via libera rilasciati nel giro di pochi giorni per l’ampliamento della discarica di Grottaglie Linea Ambiente (l’attuale inchiesta della Procura parte proprio dall’iter amministrativo per la concessione dell’autorizzazione all’ampliamento di tale discarica), la costruzione di un inceneritore fanghi da 80 mila t/a a Massafra e l’apertura del terzo lotto a favore della discarica Italcave di Taranto.
Sottolineo, inoltre, che attualmente il dirigente Natile sta guidando anche la procedura per l’ampliamento del primo e secondo lotto di Italcave.
Da parte mia, numerose sono state le denunce pubbliche nel corso dei passati mesi in merito a queste autorizzazioni, diverse le interrogazioni parlamentari, moltissimi i solleciti fatti a mezzo stampa proprio per accendere i riflettori su questi continui via libera, che hanno di fatto decretato nel tempo la chiara volontà politica dell’allora presidente della Provincia Tamburrano di far assurgere Taranto e la sua provincia a discarica a servizio della Regione Puglia.
Dove Tamburrano non ha voluto fare chiarezza, ora ci penserà la magistratura”.
Si registra anche l’intervenmto dell’europarlamentare del M5S, Rosa D’Amato.
“Il nostro territorio è sotto scacco della corruzione e della malapolitica, soprattutto nei settori che fanno più gola alla criminalità come quello dei rifiuti- afferma l’ europarlamentare tarantina- già nel 2017 avevo segnalato le criticità per questa discarica, presentando anche delle osservazioni tecniche durante il procedimento di ampliamento a Grottaglie.
Nel documento c’erano perplessità sui vincoli esistenti, sulla stabilità dell’intero impianto e la valutazione dei rischi sui rifiuti conferiti, in contrasto con le direttive 1999/31/CE, 2008/98/CE ed il regolamento (CE) n. 1221/2009. Queste vicende abbiano bloccato lo sviluppo del territorio e contribuito ad aggravare le criticità ambientali.
Mentre noi denunciavamo le criticità del procedimento e i rischi ambientali, altri, secondo quanto appreso dalla stampa, avrebbero incassato mazzette e auto di lusso. Questo modo di gestire i rifiuti è preistoria, forse per questo il nome dell’operazione ricorda un dinosauro.
All’Europa, ma soprattutto ai cittadini del futuro, serve puntare su economie che non lascino dietro di sé ambienti contaminati e lobby affaristiche”.
Controcorrente, invece, l’associazione Marco Pannella.
“Cosa c’è di eccellente nel mettere in galera un innocente fino a prova contraria?
Andando così a sovraffollare un carcere quello di Taranto che è già il più sovraffollato d’Italia, e che è
pieno per il quaranta per cento di detenuti innocenti in attesa dicondanna o di assoluzione – si legge in una nota dei radicali- purtroppo non è una condizione solo di Taranto.
La giustizia e la politica giudicheranno le azioni degli imputati non prima di aver salvaguardato e difeso diritti e garanzie di chiunque”.

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