19 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2021 alle 18:07:39

Cronaca

​La legge di Bilancio taglia servizi e stipendi dei lavoratori dell’appalto​ della Marina

La denuncia di Filcams Cgil e Fisascat Cisl


E’ la Marina Militare di Taranto controparte del fronte rivendicativo territoriale, aperto dai sindacati Filcams Cgil e Fisascat Cisl che denunciano come «in tutti i siti ionici della stessa Marina militare circa 200 dipendenti delle aziende appaltatrici La Lucentezza e la Pu­litori e Affini, operanti nei settori pulizia, sanificazione e manovalanza, dall’1 gennaio scorso vedono il loro parametro contrattuale fortemente ridotto».

Da qui la proclamazione di un sit-in dinanzi al Comando Marina Sud in Corso Due Mari, per il 21 marzo dalle ore 10 alle 18 perché «il Governo e il Comando Marina Militare, restituiscano ai lavoratori e lavoratrici dignità a 360 gradi svanita il 31 dicembre 2018».

In una nota a firma dei segretari generali Paola Fresi (Filcams) e di Antonio Arcadio (Fisascat), inviata al ministro Elisabetta Trenta, ai sot­tosegretari Raffaele Volpi e Angelo Tofalo, ai Componenti della IV Com­missione Difesa, a Commiservizi, all’Ufficio Contratti della Marina militare, al prefetto, al sindaco ed ai parlamentari ionici, vengono rico­struiti temporalmente, dal 2015 ad oggi, gli sviluppi anche vertenziali che hanno determinato le problema­ticità che oggi si chiede di risolvere.

«Era il 2015 quando nella Legge di stabilità furono aumentate le risorse finanziarie previste per gli appalti di pulizia e manovalanza per il triennio 2016-2018, da subito prendendo atto positivamente della risposta che la Politica tutta aveva dato alla città di Taranto portando ad oltre 14mila ore il servizio e garantendo così nei siti uno standard di alta sanificazione e manovalanza per i diversi settori e servizi – hanno scritto i segretari sindacali – alla fine del 2017 la nuova gara quadro nazionale ha previsto il primo taglio delle ore del servizio, colmate per il 2018 dalle risorse pre­viste per il 2016-2018 dal cosiddetto Salva Taranto». Un decreto, quest’ul­timo non rinnovato con la Legge di Bilancio 2019, perciò «la stragrande maggioranza dei lavoratori opera dall’1 gennaio con un parametro con­trattuale di circa 14 ore settimanali, corrispondente a meno di 350 euro mensili».

«Il Governo attraverso le Commis­sioni parlamentari e di concerto con il Comando della Marina Militare Sud – chiedono Fresi ed Arcadio – ricerchi nuove risorse finanziarie per restituire quanto perso e per ridare una speranza sociale di vita alle 200 famiglie, oggi, ripiombate in una inquietante disperazione».

«Il Comando Marina Sud ed i par­lamentari ionici accolgano le istan­ze sindacali, ricercando nelle sedi governative le soluzioni finanziarie utili, anche, a restituire quanto finora perso dalle lavoratrici e dai lavora­tori che soffrono conseguenti disagi economici familiari».

Oggi, intanto, tavolo di confronto sulla vertenza Arsenale Marina militare di Taranto, presso Palazzo di Città, che viene considerato da Filcams Cgil e Fisascat Cisl «oc­casione propizia per chiedere al sindaco Rinaldo Melucci che ven­gano aggiuntivamente inserite, nel documento in corso di redazione da inoltrare al Ministero della Difesa, le rivendicazioni territoriali inerenti anche alla specifica vertenza appalto della Marina Militare».

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