13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 06:53:50

Cronaca

Siderurgico, il nodo “area a caldo”

Melucci: su dati certi possibile lo stop

L'ex Ilva
Una veduta dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto

«Se acciaio deve essere in futuro, deve essere assolutamente sostenibile, rispettoso in egual misura di salute, ambiente e lavoro, deve essere integrato con lo sviluppo nuovo che Taranto si sta dando. Se acciaio deve essere in futuro, deve essere acciaio decarbonizzato al pari delle migliori produzioni europee e questo va comu­nicato bene a chi impreca oggi proprio contro l’immagine di Taranto e gli sfor­zi che si stanno compiendo. Se acciaio deve essere in futuro, è plausibile che di fronte a dati certi sul danno sanitario, non possa essere altro che un acciaio senza più aree a caldo». A parlare è il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. L’idea di un’acciaio green resta, ovvia­mente, difficile. E Melucci lo sa.

«Certo, è una sfida per l’intero Paese, non ce la possiamo fare da soli, è un cambio di paradigma culturale e di organizzazione del lavoro, ma oggi più che mai sembra una strada obbligata; dalla piccola Greta al Presidente Mat­tarella, passando per Papa Francesco, sono lì a ricordarcelo» continua il sin­daco, che spiega: «Ci riusciremo solo restando uniti e razionali, ci riusciremo solo se abbandoneremo tutti il gusto di mettere in mostra il peggio della nostra realtà. Non è così che serviamo Taranto. Così facciamo il gioco di chi vuole solo usare Taranto per i propri scopi personali, di chi ha utilità che Taranto resti indietro»

Nel contempo, è in corso di sotto­scrizione il Protocollo d’intesa, il cui schema è stato già approvato dalla giunta Melucci, fra il Comune di Taranto e l’Università di Foggia – Dipartimento di Studi Umanistici finalizzato all’attività di valorizzazione del patrimonio costiero e della cultura del mare, con specifico riferimento al piano dell’Amministrazione comunale che ha istituito di recente l’Ecomuseo della Palude La Vela e del Mar Piccolo, la cui vocazione resta per l’appunto duplice, di conservazione naturalistica ma anche di promozione delle attività produttive e culturali connesse alla filiera del mare.

Per altro, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia è risultato vincitore del progetto dal titolo “Fish & Chips – Cultural Herita­ge, Identity and Participated Societies” nell’ambito della 1st Call For Ordinary Project Proposals Cooperation Pro­gramme Interreg V/A Greece-Italy (EL-IT) 2014 – 2020, asse 2.1 “Valo­risation of cultural heritage and natural resources as a territorial asset of the Programme Area”.

Ed in questa collaborazione trasfron­taliera, i progetti pilota sono rappre­sentati per l’appunto dal Mar Piccolo di Taranto e da un’area di analoga valenza e complessità di Corfu’. Nel particolare, l’accordo consentirà di promuovere e favorire iniziative scien­tifiche, specifiche ricerche, attività comuni, conferenze, visite guidate, ine­renti la valorizzazione di Eco.Pa.Mar. nell’ambito del progetto Fish & Chips, oltre che di dare adeguata diffusione ai risultati delle attività comuni, nelle forme ritenute opportune, attraverso anche la promozione dello stesso pro­getto comunitario Fish & Chips.

«In tempi rapidi – commenta il sinda­co Melucci – stiamo realizzando un sogno, riportare il Mar Piccolo e le sue bellezze naturali al centro della vita economica e culturale di Taranto. Più soggetti fruiranno correttamente dell’area e più attenzioni positive attireremo, meglio sarà per la conser­vazione dei luoghi e il recupero delle nostre radici.

Stiamo anche studiando come re­alizzare una vigilanza volontaria a supporto degli organismi regolarmente attivi nell’area».

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