16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 00:33:00

Cronaca

​Siderurgico e dati, il faro della Procura​

​Commozione a Taranto per la morte della piccola Marzia, uccisa da un tumore al cervello​


L'Ex Ilva di Taranto

Un “nuovo metodo di lavoro”, basato essenzialmente su un monitoraggio, tramite riunioni periodiche e calendarizzate, per avere certezze sulla annosa questione ambientale. È quanto emerso dal vertice di ieri a Palazzo di Giustizia.

Un’iniziativa della Procura della Repubblica, guidata da Carlo Maria Capristo, che ha convocato ArcelorMittal, Ilva in amministrazione straordinaria, il commissario per le bonifiche Vera Corbelli, Asl, Arpa, Ispra, il custode giudiziario Barbara Valenzano; “tutte le istituzioni che contano per la salvaguardia della salute” ha sottolineato il procuratore in un rapido incontro con i giornalisti, a vertice concluso. “D’ora in poi ci saranno incontri periodici in Procura durante i quali ognuno rappresenterà i lavori eseguiti e programmati sotto la supervisione del nostro ufficio” ha specificato Capristo sul “metodo”, mentre sui dati relativi alla qualità dell’aria a Taranto, con i conseguenti rischi per la salute, il procuratore non ha voluto, o potuto, sbilanciarsi: “siamo in attesa di avere delle relazioni complete.

Le risposte ci saranno, anche se non abbiamo la sfera di cristallo, nè possiamo prevedere il futuro”. Con Capristo c’erano i magistrati del team ambientale. Alla base dell’iniziativa dei magistrati, quelle che lo stesso capo della Procura ha definito “notizie sconcertanti”, “tali che sia io che i colleghi del pool ambiente abbiamo avvertito l’obbligo e il dovere morale di chiamare un po’ tutti a rendere conto di quanto sta accadendo”. Proprio ieri è arrivata una notizia che ha destato commozione, la morte di una bambina tarantina di cinque anni all’ospedale Bambin Gesù per un tumore al cervello.

Si tratta della piccola Marzia Rebuzzi, nipotina di Aurelio Rebuzzi, papà di Alessandro, il 16enne morto il 2 settembre 2012 per una fibrosi cistica. A divulgare questa notizia, l’associazione ‘Genitori Tarantini”, che mette in correlazione la grave malattia all’inquinamento di origine industriale: “Oggi la città dovrebbe essere coperta da un velo nero, non quello dei fumi che ci stanno ammazzando, un velo nero per un lutto inaccettabile. Un velo, nero come l’ anima colpevole di chi aveva il potere di fermare questa mattanza e non l’ ha fatto, quelli dei decreti, quelli del “delitto perfetto”che hanno continuato a perpetuare sulla nostra comunità, tutti quelli che non conoscono la vergogna”.

Nei giorni scorsi il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, e il consigliere comunale Vincenzo Fornaro, avevano denunciato che “in un anno il valore della diossina a Taranto è aumentato del 916%”, passando “da 0,77 picogrammi del 2017 a 7,06 picogrammi del 2018, molto vicino agli 8 picogrammi del 2009” quando nella “masseria Carmine furono prelevati 1.124 capi di bestiame per essere abbattuti”.

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