08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 08:30:10

Cronaca

Assennato: ​«Collinette ecologiche? Il rischio sanitario è zero» ​

Parla l’ex direttore generale dell’Arpa


«Le collinette ecologiche dei Tamburi? Il rischio sanitario di fatto è pari a zero». La sorprendente dichiarazione arriva dal professor Giorgio Assennato. L’ex direttore dell’Arpa Puglia è stato ospite lunedì 18 marzo dell’associazione Massa Critica. Tema ovvio: la situazione ambientale di Taranto.

Nel giorno in cui il procuratore della Repubblica convoca enti e azienda siderurgica nel tentativo di porre fine al balletto di dati e ai conseguenti allarmismi, il professor Assennato va oltre il pregiudizio per fare chiarezza e togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Ma torniamo alle collinette, il cui sequestro ha costretto il sindaco Rinaldo Melucci, per motivi precauzionali e a seguito di potenziali pericoli prospettati dall’Arpa, a chiudere le scuole Deledda e De Carolis. «Il rischio di inalare le diossine – ha spiegato Assennato – è inesistente, perché la volatilità è nulla.

Ci sarebbe la possibilità di assorbimento percutaneo o di ingestione del terreno contaminato, ma se i bambini non vanno a giocare su quelle collinette questo rischio non esiste. L’altra possibilità di subire danni sanitari è legata alla catena alimentare, ma lì c’è divieto di pascolo, quindi anche questo rischio non c’è». Affermazioni che non mancheranno di suscitare discussioni in questi giorni di particolare tensione. «Purtroppo – ha detto ancora Assennato – il catastrofismo sulla vicenda Ilva paga, mediaticamente e politicamente. La percezione del rischio è alta, ci sono persone colpite che è giusto che esprimano la loro sofferenza e rabbia. Però c’è chi gestisce politicamente questa percezione del rischio e a questa logica i media non sono estranei».

«Oggi – ha proseguito l’ex direttore dell’Arpa – la situazione ambientale di Taranto è nettamente migliorata rispetto al passato. Il fatto è che questa città per anni ha accettato l’inaccettabile e oggi non accetta l’accettabile». Per il professor Assennato ci sono due strade per provare a venire fuori dal corto circuito che si è prodotto a Taranto: una legislativa e l’altra politica. «Innanzitutto – ha detto il professore – bisogna rivedere il decreto Balduzzi e i criteri di valutazione del danno sanitario. In base a quel decreto l’Aia non può essere riaperta su base epidemiologica e non può essere riaperta se i valori delle emissioni sono nei limiti della soglia prevista». Quindi mettere mano al decreto Balduzzi è – a detta di Assennato – la prima cosa da fare per una efficace valutazione del danno sanitario prodotto dall’inquinamento.

Poi serve una iniziativa più propriamente politica: «Bisogna mettere tutti gli interlocutori intorno ad un tavolo, dagli enti alle associazioni. Altrimenti non è possibile affrontare questo problema in una situazione così avvelenata. L’unico che era riuscito a farlo era stato Vitaliano Esposito (nel 2013 fu nominato garante per l’esecuzione dell’Aia Ilva, ndr). Dopo un paio di
mesi, però, fu defenestrato».

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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