Cronaca

Così muore il commercio nel centro di Taranto

​Dall’inizio dell’anno, oltre 20 negozi chiusi​


«Da inizio anno, solo in
via Di Palma, via Berardi, via Anfiteatro e piazza Immacolata, contiamo
oltre 20 attività chiuse».
Un dato che vale più di mille parole.

Ad evidenziarlo, durante la conferenza
stampa che si è tenuta ieri mattina, è stato Salvatore Cafiero, presidente della
delegazione Borgo Confcommercio
di Taranto. Con lui sono scesi in strada decine di commercianti del centro
cittadino. L’obiettivo è quello di far
emergere tutte le criticità di un settore
che continua a risentire della pesante
congiuntura economica e non solo.
«Vogliamo denunciare lo stato di
desertificazione che avanza e ormai
arriva alle vie principali del Borgo –
ha esordito Cafiero – Siamo in via Di
Palma angolo via Duca degli Abruzzi,
una delle vie principali del commercio
tarantino, e basta guardarsi intorno
per accorgersi che solo in questo incrocio ci sono quattro attività chiuse.
Abbiamo realizzato una ricerca ed è
emerso che, da inizio anno, solo in
via Di Palma, via Berardi, via Anfiteatro e piazza Immacolata, contiamo
oltre 20 attività chiuse. Siamo davvero
preoccupati perchè la crisi continua a
mordere il commercio della nostra città
e del Borgo in particolare».

Ad influire sul “calo dell’attrattività”,
secondo Confcommercio Taranto, la
trascuratezza degli immobili pubblici, alcuni fortemente compromessi;
il degrado del patrimonio immobiliare privato; l’invecchiamento della
popolazione residente del Borgo; il
degrado urbano che in particolare
caratterizza alcune strade; la carenza
di strutture e contenitori destinati ai
servizi culturali, al tempo libero ed allo
svago; il trasferimento in periferia di
alcune importanti funzioni pubbliche
(istituti di istruzione superiore, uffici
comunali, questura) che contribuivano
a movimentare il Borgo; la difficoltà
di accesso; l’inadeguatezza di servizi
pubblici per la mobilità; la scarsa cura
degli spazi urbani; il commercio abusivo e le varie situazione di irregolarità.
«Di proposte ne abbiamo fatte tante – ricorda il presidente Salvatore
Cafiero – quelle principali riguardano
l’accessibilità al Borgo: chiediamo di
poter competere con le altre zone e gli
altri attori commerciali ad armi pari.
Competere senza avere parcheggi per
i nostri clienti non è più possibile.

Per
questo chiediamo anche che venga
ripristinato lo stato dei luoghi dal punto
della legalità. Oggi, infatti, il centro
cittadino non è più considerato un
posto sicuro, basti pensare all’abusivismo dilagante che si riscontra sulle vie
principali come in via D’Aquino, dove
venditori abusivi piazzano le loro mercanzie davanti ai nostri negozi senza
che nessuno faccia nulla».

«A questo punto, per quanto rigurda
la delegazione Borgo, l’unico interlocutore valido sarà il sindaco di Taranto. Visto e considerato che le nostre
proposte sono cadute nel vuoto, noi
chiediamo di parlare solo e soltanto
con il primo cittadino». Secondo gli
operatori commerciali del Borgo «al
di là della programmazione a lungo
termine (Piano strategico per Taranto,
Piano regolatore, Piano urbano della
mobilità) occorrerebbe mettere in
campo una programmazione capace
di dare risposte veloci alle criticità
più pressanti: accesso al Borgo e
problematiche della sosta; qualità e
decoro degli spazi urbani; ripristino
della legalità e controllo del territorio;
politiche di sostegno al commercio».

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