09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 18:23:49

Cronaca

​Vie della Seta, Sisci: «Firmare così è da incompetenti»​

Il giudizio sulla firma del memorandum tra Italia e Cina


«La Via della seta riscrive 400 anni di relazioni politiche,
firmare in questo modo è da incompetenti, o peggio». Così Francesco Sisci,
professore all’università del Popolo di
Pechino.
Il docente di origini tarantine, intervistato dal corrispondente de la Repubblica, Filippo Santelli, ha espresso il
suo giudizio sulla firma del memorandum tra Italia e Cina.

«La Via della
seta è un cambiamento epocale, che
rilancia quattrocento anni di storia
di relazioni politiche e commerciali,
ma proprio per questo ha bisogno
di grande attenzione in come viene
portata avanti. In questo caso anche
per l’Italia – ha spiegato Sisci – Prima
di firmare l’Italia doveva trovare un
grande accordo con Stati Uniti e Unione europea. Oggi questi due si sentono
giustamente traditi perché il governo
ha preso accordi alle loro spalle. C’è
stato un tradimento, e questo non so
come e in che modo sia recuperabile
da questo governo e i suoi leader».

E, sulle possibili ricadute positive per
le aziende italiane il docente dell’università del Popolo di Pechino risponde
«I rapporti economici con la Cina sono
solo una parte delle relazioni economiche italiane. Quindi gli accordi con la
Cina devono diventare un di più, e non
sottrarre ad altro. Cioè se esportiamo
più in Cina ma meno in Europa e negli
Stati Uniti cosa otteniamo? L’Italia può
poi realisticamente garantire duemila
e rotti miliardi di debito come stanno
facendo Bruxelles e Washington? Per
quanto ricca, la Cina ha un’economia
più piccola di quella di Stati Uniti e
Unione europea, quindi al di là di ogni
volontà queste idee sono impossibili.
Cosa viene fuori da questi elementi?
Che il governo italiano non conosce
l’abc della politica. Questa ingenuità,
o peggio, è molto pericolosa. Se non
si conoscono le basi della grande
politica, anche sulla politica di casa
come si fa?».

«Certamente c’è un ripensamento su
come è stata gestita la Via della Seta
finora – sottolinea Sisci – E’ interesse
di tutti, Cina compresa, cambiare
registro. Nel concreto dovremo vedere, però c’è una speranza». E sulle
divisioni tra M5S e Lega sulla firma
dell’accordo: «Non credo che la Cina
riesca ad avere un’analisi dettagliata
delle manovre del governo italiano
per potere giocare una parte contro l’altra. Né la diplomazia cinese ha
grande esperienza di manipolazione
di uno straniero all’estero contro un
altro straniero all’estero».
«Quindi penso che Pechino oggi sia
semplicemente perplessa e forse presa
in contropiede dalla confusione e dalle
polemiche italiane su questo accordo».

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