12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 17:00:38

Cronaca

​Partono gli interventi di bonifica del Galeso​

​L'area presa di mira dall’inciviltà di molti e trasformata in una vera e propria discarica a cielo aperto​


«Le sponde del Galeso, la spiaggetta, perfino la strada che la costeggia, sono state
prese di mira dall’inciviltà di molti e trasformate
in una vera e propria discarica a cielo aperto di
rifiuti pericolosi».

Coordinate dagli assessorati ai Lavori pubblici,
Partecipate e all’Ambiente, sono partite nei giorni scorsi le attività di bonifica. «A fronte delle
denunce preziose di Legambiente e di cittadini
responsabili, l’amministrazione aveva avviato
l’anno scorso un primo intervento di pulizia che
però aveva dovuto fare i conti con la particolarità
dei rifiuti presenti in quella porzione di territorio – evidenziano da Palazzo di Città – Da ciò la
necessità di operare un’azione più complessa,
partita alcune settimane fa con l’intervento di
raccolta operato sulle sponde del Galeso e Mar
Piccolo dai lavoratori di Verde Amico, propedeutico ad un’azione massiva su tutta quella porzione
di territorio».

«Ancora una volta – commenta il sindaco Melucci – l’esigenza di un’analisi approfondita dei
rifiuti, per provvedere a un conferimento adeguato degli stessi, prevede coordinamento, ma
la volontà della amministrazione, in sintonia con
il commissario straordinario alle bonifiche, è di
operare per trovare le risorse e intervenire per
restituire la magia del Galeso a tutto il territorio
di Taranto. Un ringraziamento va ai lavoratori
dell’Amiu impegnati nella raccolta di ingombranti, elettrodomestici e gomme, ai lavoratori della
società convenzionata che si occupa soprattutto
di amianto e a quelli di Verde Amico; donne
e uomini impegnati a porre rimedio ai danni
provocati da chi ha deturpato e volontariamente
devastato uno dei luoghi più belli di Taranto.
Per evitare che a lavori finiti qualcuno pensi di
poter ripetere la propria azione delinquenziale la
Polizia locale provvederà a dotare la zona di un
sistema di videosorveglianza».

«Stiamo lavorando alla pulizia radicale dell’area – ha spiegato l’assessore Motolese – ciò che non
possiamo ripulire è la coscienza di chi ha materialmente compiuto questo scempio. Perché di
questo si tratta, considerato che è stato necessario
coinvolgere l’Amiu, che raccoglierà e smaltirà i
numerosi rifiuti ingombranti presenti (materassi,
mobili ed elettrodomestici dismessi), la società
che procederà alla caratterizzazione e alla
bonifica dei rifiuti speciali (amianto, materiale
elettrico, inerti) e il personale impegnato nel
progetto Verde Amico per il rassetto generale
dell’area».
«Imbattersi nella devastazione di questo angolo
di territorio – ha aggiunto l’assessore Francesca
Viggiano – è doloroso e ci pone di fronte all’incomprensibile disprezzo verso la propria terra,
aggravato dall’aver deturpato un luogo che nei
secoli è stato il metro di definizione della bellezza di Taranto. Quei rifiuti non sono finiti lì
per caso, vi sono stati portati di proposito da chi
non ha alcun rispetto per la propria terra, per i
cittadini che la amano e perfino per se stesso».

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