13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca

Truffa alla Regione, maxi sequestro

Indagato noto imprenditore


Truffa alla Regione Puglia: sequestrati dalla Finanza beni per oltre due milioni e mezzo di euro all’imprenditore massafrese Antonio Lenoci, 63 anni, che è anche il presidente della sezione metalmeccanica di Confindustria Taranto.
I militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Taranto hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo “per equivalente” di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per 2 milioni e 611 mila euro, nei confronti della Stoma Engineering, una società con sede a Massafra specializzata nella produzione di macchine per la metallurgia della quale Lenoci è rappresentante legale. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Taranto su proposta della Procura jonica, arriva dopo un’attività condotta dalle Fiamme Gialle e finalizzata a verificare il corretto impiego di finanziamenti pubblici connessi al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) – 2007/2013 – Programma “Competitività dei settori produttivi, occupazione e ricerca”.
Gli investigatori hanno accertato che il rappresentante legale della società ha presentato alla Regione Puglia un progetto di realizzazione di una nuova unità industriale per la fabbricazione di innovativi aerogeneratori per la produzione di energia elettrica (di potenza variabile da 5 a 200 Kwh), per investimenti complessivi pari a 16 milioni di euro.
La Regione, una volta riscontrato il possesso dei requisiti, ha deliberato la concessione di un finanziamento pubblico, per l’importo di 2 milioni e 611 mila euro, con obbligo da parte della società massafrese di realizzare un incremento occupazionale non inferiore alle 24 unità lavorative, mantenendolo per almeno i tre anni successivi ed applicando ai neo lavoratori assunti tutte le prerogative sul lavoro e sui contratti collettivi di categoria. Le indagini eseguite dalla Finanza hanno invece consentito di accertare che il responsabile della società avrebbe simulato assunzioni annuali di lavoratori, i quali in realtà venivano presi solo in forma figurata da altre imprese satelliti della stessa società. Emblematico il caso di un lavoratore che risulta aver presentato dimissioni volontarie da una delle imprese satelliti, per poi essere assunto il giorno successivo dalla società massafrese beneficiaria delle contribuzioni pubbliche: il tutto effettuato in appena sette minuti. Il rappresentante legale è stato pertanto segnalato all’autorità giudiziaria per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

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