13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca

​Piano strategico, summit in Regione​

​Il punto sullo stato di avanzamento della legge​


Si è tenuta ieri la riunio­ne sul “Piano
strategico per Taranto” in attuazione della legge regionale n.2 del 2018
denominata “Taranto futuro prossimo”. Presso l’assessorato regio­nale alla
mobilità e alle infrastrutture, alla presenza del commissario straor­dinario di
Asset, ing. Elio Sannicandro, dell’assessore regionale allo Svilup­po
economico, Mino Borraccino, e dei consiglieri regionali tarantini,
Pentassuglia, Liviano, Mazzarano e Perrini, si è fatto il punto sullo stato di
avanzamento della legge per Taranto discutendo sull’analisi di sistema, la
visione, gli obiettivi, gli indicatori di impatto e la governance.

«E’ emerso
il grande lavoro fatto dall’Asset e dal gruppo di lavoro che ha approfondito
innanzitutto la situazione dei comuni dell’area di crisi industriale complessa
di Taranto, quella dei comuni che si in­terfacceranno con la Zona Economica
Speciale interregionale del Mar Ionio – spiega l’assessore Borraccino – Uno
studio che ha prodotto la definizione dei comuni dell’hinterland tarantino che
faranno parte dello spazio di azione del progetto, con l’estensione alla quasi
totalità dei comuni della provincia jonica. Il Piano strategico per Taranto
sarà organizzato in sei macro-aree: quella del Piano idrografico del bacino del
Mar Piccolo, quello della piana costiera settentrionale, il litorale
meridionale, Le Serre tarantine, le Gravine tarantine ed il primo gradino
Tarantino. Queste aree interessano ben 16 comuni, una superficie territoriale
di 836 km quadrati ed una popolazione di 373.000 abitanti.

I comuni sono:
Taranto, Carosino, Crispiano, Faggia­no, Grottaglie, Leporano, Massafra,
Monteiasi, Montemesola, Montepara­no, Palagiano, Palagianello, Pulsano,
Roccaforzata, San Giorgio J.e Statte. Lo studio ha poi riguardato l’analisi di
sistema per conoscere cosa ostacola la ridefinizione di una base economica e
produttiva territoriale che sottragga il sistema tarantino alla dipendenza
dalla grande industria siderurgica e generi nuove occasioni di lavoro per uno
sviluppo sostenibile salvaguar­dando salute e ambiente. Sono stati esaminati i
temi dell’ invecchiamento e del ridimensionamento della popola­zione nella
città di Taranto. Si è giunti dunque a formulare i primi elementi di una
visione strategica che punti ad una città di Taranto sana e libera dal carbone,
una città che sia porto del Mediterraneo, connessa, viva e intra­prendente,
orientata alla conoscenza, alla cura dell’ambiente, delle persone, al lavoro,
allo sviluppo durevole e sostenibile.

Gli obiettivi generali – evi­denzia
Borraccino – sono quelli della rimozione degli ostacoli allo sviluppo
socio-economico sostenibile, alla riorganizzazione diversificazione del tessuto
economico per generare nuovo occupazione soprattutto per i giovani e per le
donne, a riequilibrare i fattori di sviluppo valorizzante, integrando in
termini economici e sociali le risorse potenziali del territorio ed infine a fa­vorire
l’innovazione economica sociale culturale nel quadro dei principi e gli
obiettivi dell’agenzia Onu 20/30 per lo sviluppo sostenibile. Infine si è
deciso di istituire su Taranto un osservatorio per la governance del Piano che
si chia­merà Ta Lab, che svolgerà il confronto informato sul territorio, oltre
a attuare a praticare l’inclusione la partecipazio­ne civica ed un approccio
reticolare dal basso verso l’alto».

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