13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca

​«Rispettiamo le regole, saremo i migliori»​

Parla l’ad di ArcelorMittal, Matthieu Jehl


Una lunga intervista sulle pagine economiche del Corriere della Sera. Per mandare messaggi che vogliono essere “rassicuranti”, ma non solo. Ci sono due passaggi fondamentali, nelle parole amministratore delegato di Arcelor­Mittal Italia, Matthieu Jehl, al primo quotidiano italiano.

Sui rumors in merito alla possibile revisione dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale che dà ‘licenza di produrre’ all’ex Ilva, ma an­che sull’immunità penale e sul ricorso del gip pendente alla Consulta, Jehl è netto: «Abbiamo deciso di investire in Italia sulla base di norme e di regole concordate con il governo italiano per la risoluzione dei problemi. Chiediamo certezza del diritto come investitori di lungo termine». Insomma, ArcelorMittal assiste al dibattito in corso. E lo fa con attenzione. Altro passaggio, quello relativo alle emissioni inquinanti nell’aria di Taranto. Il capo di Am Italia sottolinea che le emissioni «sono molto al di sotto dei limiti nor­mati», quindi di quanto prescrive la legge, e che «le emissioni non possono salire oltre i limiti e noi abbiamo messo in campo tutte le azioni concorda­te nel piano rispettando le tempistiche previste». Dal raffronto del bimestre gennaio-febbraio 2019 con lo stesso periodo del 2018 emerge un impor­tante incremento delle emissioni, a leggere i dati delle centraline dell’Arpa Puglia? «Perché stiamo parlando della qualità dell’aria, che è altra cosa rispetto alle emissioni. Sono due discorsi diversi».

Il manager belga, nel colloquio con il Corriere della Sera, ribadisce che «sulle emissioni inqui­nanti stiamo rispettando le prescrizioni dell’A­ia, l’Autorizzazione integrata ambientale. Le emissioni, ripeto, non sono nemmeno al limite previsto, sono molto al di sotto. Se parliamo delle cokerie la produzione non può crescere per legge, sono le norme ad indicarci quante batterie possono essere in servizio e quanto possiamo pro­durre (…) Abbiamo messo tutta la nostra energia sul piano ambientale. Sono già visibili i primi risultati. Abbiamo completato gli impegni previsti nel 2018. Per l’anno in corso stiamo rispettando il programma, non solo la copertura dei parchi minerali. L’accordo prevede entro il 30 aprile la copertura del 50% di una parte dei parchi mine­rali, il resto entro fine anno. Abbiamo 69 progetti di riqualificazione ambientale».

Al giornalista che gli chiede della conflittualità latente con la comunità locale, Jehl risponde: «Vogliamo costruire rapporti buoni con la co­munità e con le istituzioni, come avviene negli altri siti integrati che abbiamo in Europa. Ilva ha un potenziale enorme. Può diventare il migliore stabilimento del mondo. Non solo gli asset di Taranto, ma anche il sito di Genova. Il livello di competenze delle maestranze e dei dirigenti è altissimo. E poi il porto nelle vicinanze dell’im­pianto è funzionale alle nostre strategie».

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