12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 07:04:56

Cronaca

​Le bufale del M5S sull’Ilva​

Le parole di Stefano Buffagni, sottosegretario alla presidenza del consiglio


Ne ha inanellate una
dopo l’altra. Non sapeva neppure da
quanti anni quella fabbrica è lì.

L’ha
sparata: «40-50-60 anni». Stefano
Buffagni (M5S), sottosegretario alla
presidenza del consiglio, ospite a
Cartabianca (Raitre), ha dato ampia
testimonianza della superficialità,
sciatteria, impreparazione e spregiudicata tendenza a manipolare la
realtà che spesso contraddistingue
il partito di Luigi Di Maio. Davanti
a un’inerme Bianca Berlinguer (un
giornalista più documentato sul caso
Taranto avrebbe divorato Buffagni)
il sottosegretario ha prima provato a
incantare i telespettatori con il solito
ritornello della gara già assegnata ad
Arcelor Mittal quando loro sono arrivati al governo. Poi ha emulato l’ex
ministro Corrado Clini accusando
quanti hanno permesso di «edificare
lì vicino», non sapendo, come non lo
sapeva nememno Clini, che le palazzine del rione Tamburi a ridosso delle
ciminiere furono costruite prima del
siderurgico.

Poi ha azzardato: «Nessuno si è accorto che c’era questo
problema», cioè quello dell’inquinamento. Falso. Se fosse stato più preparato, e se lo fossero anche gli ambientalisti nostrani dell’ultima ora,
saprebbe e saprebbero che Taranto
fu dichiarata area ad elevato rischio
ambientale già nel 1990. Poi Buffagni si è appropriato dei meriti della
copertura dei parchi minerali, i cui
lavori però sono cominciati l’1 febbraio 2018, quattro mesi prima della
nascita di questo governo. «Di Maio
ha fatto un miracolo», ha intonato
Buffagni. Sì, ma indoviniamo un po’
chi sono i miracolati.

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