Cronaca

​Botta e risposta tra Mutavento e Casula​

La consigliera: Alle chiacchiere da cortile preferisco i fatti


«Avremmo dovuto farlo all’inizio
dell’insediamento ma oggi dopo l’ultimo consiglio comunale non possiamo più tacere. Siamo
ancora più convinte/i che la consigliera comunale
Carmen Casula non ci rappresenti».

È quanto si legge in una nota firmata da “i delusi
di Mutavento” ed indirizzata alla consigliera
Casula, eletta nella lista che alle ultime elezioni
amministrative sosteneva la candidatura a sindaco di Franco Sebastio.
«Avrebbe dovuto rappresentare il movimento
civico Mutavento che, pur non avendo vinto le
ultime elezioni comunali, aveva raggiunto un
importante traguardo elettorale dimostrando di
essere la vera novità politica, invece così non è
stato fin dall’inizio. Ha voluto interrompere con
il movimento da subito diventando probabilmente
riferimento per altri… Oggi a distanza di quasi due
anni con molto rammarico siamo a chiederle di
parlare solo a titolo personale e non a nome del
movimento civico. Molti cittadini e cittadine ci
hanno chiesto di fare chiarezza e rendere pubblica
questa situazione, riteniamo che sia giusto e doveroso per quante/i ci hanno seguito e tuttora ci
seguono! Il nostro impegno per la città continua.
Taranto ha bisogno ora più che mai di persone
serie competenti e coraggiose».
A stretto giro di posta, la replica della consigliera
comunale Carmen Casula.

«Innanzitutto rispondo solo ai miei concittadini. Le parole riportate
in un documento inviato alla stampa non mi
scalfiscono nemmeno un po’. Sembra, altresì,
strano che le uniche frasi spese dagli amici di
“Mutavento” da quasi due anni a questa parte siano state usate per denigrare una loro compagna d’avventura, anziché distinguersi per la
proposta politica che inizialmente auspicavamo.
Quella ambientale è una questione che non può
più continuare a dividere. Proprio per questo,
accantonando le varie posizioni espresse su singole mozioni, ho preferito mostrare il mio favore
a quella ampiamente condivisa. Per la prima
volta abbiamo dato al sindaco solo 30 giorni
per “fare” azioni, anche estreme, nei confronti
del complesso siderurgico. Alle chiacchiere da
cortile, dunque, preferisco di gran lunga i fatti,
come fatto sin dal primo giorno in cui siedo
tra i banchi del consiglio comunale di Taranto.
Sempre al fianco dei cittadini, alla ricerca di
una soluzione ai vari problemi che attanagliano
questa città».

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