09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 22:30:25

Cronaca

«Siamo per una Europa solidale»

Il messaggio della commissione presieduta da mons. Filippo Santoro

Filippo Santoro
Mons. Filippo Santoro

«Tra qualche settimana
anche i cittadini pugliesi saranno
chiamati alle urne in occasione delle
consultazioni che consentiranno al
Parlamento europeo di rinnovarsi.
Pensiamo che sia importante non
perdere l’occasione di esprimersi a
favore di una Europa solidale che possa
mettere al centro dei propri programmi
la persona umana riprospettando
così ciò che i Padri fondatori vollero
proporre alle popolazioni duramente
provate da due guerre che si erano
succedute a distanza ravvicinata».

È il messaggio diffuso dalla
commissione regionale per i problemi
sociali, il lavoro, la giustizia, la pace
e la custodia del creato, presieduta da
mons. Filippo Santoro, arcivescovo
metropolita di Taranto.
«L’Unione Europea ha saputo garantire
in questi ultimi decenni un tempo
lungo di non belligeranza che oggi
si corre il rischio di non valorizzare
a sufficienza. E’importante non dare
per scontato un bene così prezioso
come la pace dal momento che questa
nasce dalla condivisione di un progetto
ideale ambizioso: la costruzione di
una “Comunità di Popoli” nella quale
nessuna nazione rinuncia alle proprie
peculiarità, ma le mette a disposizione
delle altre perché si cresca tutti insieme
in un’armonia che non deve restare
un’utopia.
Come ricordato dal Santo Padre
in occasione del 60° anniversario
della firma dei Trattati istitutivi della
Comunità Economica Europea il
24 marzo del 2017, l’Europa non
può essere ridotta ad «un insieme di
regole da osservare, o un prontuario di protocolli e procedure da seguire»
e soprattutto si rende necessario agire
così che sia evitato «lo “scollamento
affettivo” fra i cittadini e le Istituzioni
europee, spesso percepite lontane e
non attente alle diverse sensibilità che
costituiscono l’Unione».

Il caso della perdurante crisi migratoria
con il rifiuto nell’assunzione di
responsabilità da parte di molti Stati
dell’Unione e la difficoltà da parte
delle Istituzioni europee nel proporre
soluzioni condivise e condivisibili è
un grave sintomo di una pericolosa
chiusura che può decretare la fine di
un sodalizio che è nato facendo tesoro
delle diversità che si incontrano – si
legge nella nota firmata dal segretario
don Matteo Martine e dal presidente
mons. Filippo Santoro – La gestione di
un fenomeno di così ampie proporzioni
non può essere demandata ai soli Stati
che si affacciano sul Mediterraneo.
Solo rimettendo al centro l’uomo con
la sua dignità si potrà ridimensionare il
pericolo di vedere messo in discussione
un sogno che, seppur realizzato solo
in parte, ha saputo offrire in questi
decenni, importanti progressi a milioni
di persone. Ci pare fondamentale
ripartire dalla solidarietà che, come
dice Papa Francesco «è anche il
più efficace antidoto ai moderni
populismi».

E’ questa una speranza che
si esplicita investendo in uno sviluppo
che non è dato solo dal progresso
nelle tecniche produttive: è richiesto
un respiro più ampio e riguardante
l’essere umano nella sua integralità.
Per questo non si può prescindere
dal riconoscimento della dignità
del lavoro che in Puglia purtroppo,
deve fare i conti con il caporalato
e le agromafie, con il lavoro nero,
demansionato, insicuro e sottopagato,
con la fuga dei cervelli, l’assenza di
opportunità lavorative e la difficoltà
nella creazione di imprese, che
impediscono la formazione di nuove
famiglie. Inoltre, è necessario ricercare
soluzioni equilibrate a proposito del
drammatico conflitto tra produzione
industriale e salvaguardia della
salute e dell’ambiente. E’importante
garantire il rispetto della bellezza che
ci circonda e valorizzare il patrimonio
naturalistico per potenziare un turismo
realmente sostenibile.

La ricerca di
combustibili fossili in mare rischia di
offuscare quanto di meraviglioso ci è
stato donato. Pensiamo sia necessario
investire nell’educazione e nella
ricerca scientifica che permettano,
tra le altre cose, la conservazione
di un patrimonio di straordinaria
importanza come quello degli ulivi
secolari pesantemente ridimensionato
in questi ultimi anni dalla “xylella
fastidiosa”. Per noi l’Europa – conclude
la commissione regionale per i problemi
sociali, il lavoro, la giustizia, la pace e
la custodia del creato – può essere
un presidio essenziale di solidarietà,
di pace e di progresso e per questo
il nostro auspicio è quello di vedere
tanti cittadini pronti ad esprimere le
loro preferenze verso coloro i quali si
impegneranno a far crescere il nostro
caro “vecchio continente” tenendo
conto di queste priorità».

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