Cronaca

​Il coraggio di puntare sulla Città Vecchia​

​Gli imprenditori ci credono. L’esempio della Paranza ​


Ci sono imprenditori che sulla
Città Vecchia continuano a scommettere. È
la dimostrazione di quanto il centro storico di
Taranto sia un elemento di grande richiamo e di
straordinarie potenzialità.

L’ultimo esempio in
ordine di tempo è quello di Angelo Matacchiera,
titolare del ristorante La Paranza. Dopo alcune
settimane di chiusura per la ristrutturazione del
locale, sabato 6 aprile ci sarà la riapertura al
pubblico del ristorante rimesso a nuovo, in via
Garibaldi. Detta così, però, sembrerebbe una
notizia di mero carattere commerciale. In verità
c’è molto altro. Matacchiera, infatti, si è preso
cura di ritenteggiare e sistemare a sue spese la
facciata dell’edificio che ingloba il suo ristorante.
Era un edificio malridotto, oggi ha riacquistato
almeno un minimo di decoro.
Ad essere importante è lo spirito di questa
iniziativa: il privato che si prende cura di
intervenire e risanare un pezzo di città, in
questo caso proprio la Città Vecchia.

L’Isola
sulla quale potrebbe essere fondato un pezzo
importante dell’economia del territorio
tarantino. Quell’angolo di Taranto che per sua
natura ha una vocazione turistica enorme. La
bellezza delle sue pietre, nonostante ampie
sacche di degrado, resta di per sé elemento
di grande fascino. Il suo richiamo turistico,
i servizi di ristorazione, la presenza di uffici
pubblici e dell’università, piccole botteghe commerciali e artigiane: c’è tutto per proseguire
nel percorso di riscoperta e rinascita. Tutto,
però, deve avvenire nell’auspicabile dialogo e
cooperazione tra pubblico e privato. Al pubblico
si richiede di provvedere adeguatamente ai
servizi fondamentali: pulizia e illuminazione
innanzitutto. E poi c’è il problema della
burocrazia: troppe volte la voglia di investire
viene mortificata da strettoie burocratiche
inconciliabili con i tempi e le esigenze
dell’investimento privato. Non può essere
paralizzante l’attesa per i pareri e per i permessi.

Serve una azione lineare e condivisa di tutti
gli enti e dei privati. Investire in Città Vecchia
non può essere una corsa ad ostacoli. La
collaborazione è l’unica strada per ritrovare
senso di comunità e nuove opportunità di
sviluppo per la nostra economia.

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