Cronaca

La bimba lanciata dal balcone al rione Paolo VI ​è fuori pericolo

La notizia che tutti i tarantini attendevano a quasi sei mesi da quel tragico 7 ottobre


Sono passati quasi sei mesi da quel
tragico 7 ottobre 2018, data in cui una bimba di
6 anni, fu lanciata dal terzo piano di un palazzo
del quartiere Paolo VI dal padre, dopo un litigio
con la moglie.
La situazione apparve subito molto grave: la
caduta aveva causato un trauma cranico commotivo, un trauma facciale e gravi lesioni al
torace e all’addome.

Dopo un intervento eseguito in urgenza, ad opera del dott. Giovanni
Bellanova, e ulteriori interventi eseguiti nei
giorni successivi, che sono stati necessari per
la risoluzione delle lesioni toraco-addominali
e la stabilizzazione dell’emodinamica, e nonostante il lavoro incessante interdisciplinare dei
medici e del personale sanitario del Presidio
Ospedaliero Centrale “SS.Annunziata”, le speranze di sopravvivenza apparivano comunque
molto basse.
Dopo 10 giorni di cure incessanti ed altamente
qualificate, con la bambina ancora in stato di
coma profondo, avvenne il trasferimento presso
la Terapia Intensiva Pediatrica del Policlinico
Gemelli di Roma, diretto dal prof. Giorgio Conti, centro di eccellenza.

Qui la piccola, accolta
dalla eccezionale professionalità e dall’amore
di tutto il personale, ha trascorso quattro mesi
in cui, dopo diversi interventi chirurgici, è stato
possibile completare il magnifico lavoro iniziato
fino all’uscita dal coma, avvenuta nel mese di
novembre, e alla soluzione definitiva di tutte le
lesioni che avevano offeso il piccolo corpicino.
Dallo scorso febbraio, è ricoverata presso una
importante struttura riabilitativa pediatrica con
il pieno recupero della coscienza e della funzionalità del suo organismo, dove sta lentamente
imparando a tornare alla normalità.

“Un bel lavoro di gestione, secondo il rispetto del
concetto della Rete Trauma, in cui il paziente
segue un percorso per intensità di cure passando
tra le diverse professionalità che spostano il livello di cura dalle manovre salvavita dell’inizio,
che devono essere finalizzate alla ripresa della
normale vita di tutti i giorni, attraverso gesti
terapeutici altamente qualificati, fino alla riabilitazione, il tutto associato dalla commuovente
umanità data da tutte le équipe che si sono alternate in questo lungo percorso- si legge in una
nota della Asl jonica- una bella dimostrazione
di come l’organizzazione ed il coordinamento
delle professionalità possano elevare i livelli di
assistenza fino a ridurre il numero delle morti
evitabili in maniera significativa.

Questo è il lavoro che il Gruppo Multidisciplinare Intraospedaliero Trauma del Presidio “SS.
Annunziata”, prossimo alla ufficializzazione,
che cerca di condividere ogni giorno nell’ospedale. Il direttore generale dell’Asl, Stefano Rossi, esprime soddisfazione per il felice esito della
vicenda: “È difficile provare sensazioni positive
nel quadro di una vicenda così drammatica, tuttavia non posso nascondere la soddisfazione per
il fatto che sia stato scongiurato il peggio, che
qualche mese fa sembrava inevitabile, grazie alla
professionalità e alla dedizione degli operatori
intervenuti, in primis quelli del Ss.Annunziata,
che hanno fronteggiato magistralmente, in
un momento di massima concitazione, una
situazione apparsa subito particolarmente critica. Voglio esprimere il migliore augurio alla
bambina protagonista suo malgrado del fatto,
affinché possa dimenticare quanto avvenuto
e riprendere una vita dignitosa e pienamente
consona alla sua età”.

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