13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca

​«Ridurre le tasse o dare incentivi a chi investe»​

Appello dei commercianti

La sede di Taranto di Confcommercio
La sede di Taranto di Confcommercio

«C’è un’altra voce, più
silenziosa, ma che merita ascolto e
rispetto. La voce dei commercianti del
quartiere Tamburi, a cui – di fronte al
dramma della salute – si dà, purtroppo,
minore importanza. Eppure, dietro
ogni saracinesca chiusa, ci sono
uomini, storie, famiglie che hanno
legato la propria vita, i propri destini
a quel quartiere simbolo della Taranto
industriale».

Confcommercio lancia
un appello alle istituzioni per tutelare
i commercianti del rione periferico.
«Un quartiere di cui rimane ben
poco, 10 mila abitanti sì e no, tante
appartamenti vuoti, un velo di polvere
rossastra ovunque. E nelle vie: una
quantità di serrande chiuse accanto
a quelle poche alzate delle attività
che ancora resistono, mandate avanti
da commercianti che, come soldati
al fronte, scendono in trincea ogni
giorno sperando che il nemico –
l’odiato wind day – si tenga lontano.
Si perché a loro, che sono cittadini a
rischio come gli altri, lo spolverio li
porta via la salute ed il lavoro. Nelle
giornate di vento forte di nord- ovest,
le strade sono deserte. La gente, se
può – confermano i commercianti
– evita di uscire persino per la spesa
alimentare, si consuma quello che c’è
in casa. Negli altri giorni la vita in
qualche modo riprende, si fa finta di dimenticare che nei giorni precedenti
loro, i commercianti, sono stati chiusi
nelle attività a leggere il giornale e a
sperare nell’arrivo di qualche cliente.
“Non so perché ancora resto e non
mi trasferisco altrove” è la frase
ricorrente. Fatalismo, incoscienza,
coraggio, disperazione, attaccamento,
senso di responsabilità, lucida
follia. I commercianti di Tamburi
sono un po’ tutto questo.

A loro si
deve dire ‘grazie’ perché in tanti
continuano a restare ed ogni giorno
offrono un servizio agli abitanti del
quartiere. A questi cittadini-lavoratori
coraggiosi – evidenzia Confcommercio
– l’Amministrazione pubblica
dovrebbe riconoscere particolare
attenzione, offrire delle chance in
più, come la riduzione della tassazione
locale (Tarsu, Imu, Pubblicità,
Occupazione del suolo pubblico), o
incentivi per le neo imprese o per
chi investe nell’ammodernamento,
nell’innovazione. Si sottovaluta che
se vanno via loro, non resterà più
nulla nelle strade dei Tamburi, non un
bar dove prendere un caffè, non una
cartoleria dove acquistare i libri e di
quaderni di scuola, non una panetteria
dove comprare il pane fresco. E
allora la disperazione di chi non ha
un’altra casa dove andare, sarà davvero
incontenibile».

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