16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Maggio 2021 alle 14:20:20

Cronaca

​Ultimatum del sindaco «Dati delle analisi entro lunedì»​

Melucci scrive ad Ispra, Arpa, Asl e Istituto superiore sanità


«Attenderò significative
quanto definitive vostre risultanze
entro e non oltre le ore 12 di lunedì 8
aprile». Pena il fermo degli impianti del
siderurgico. È l’ultimatum del sindaco
Rinaldo Melucci contenuto in una lettera inviata ieri ad Ispra, Arpa Puglia,
Istituto Superiore di Sanità e Asl di
Taranto che ha per oggetto “interventi
urgenti a tutela della salute dei cittadini
e dei lavoratori dell’area di Taranto”.

L’Amministrazione comunale, infatti,
ha fatto sapere che «stante il riscontro
formale finora ricevuto e giudicato
insoddisfacente da tecnici e legali
del civico ente, per altro in ossequio
alla mozione del Consiglio comunale
dello scorso 25 marzo, ha provveduto
martedì 2 aprile a sollecitare gli organismi tecnici competenti rispetto agli
esiti del nuovo ciclo di analisi presso
lo stabilimento siderurgico».

«Questo Civico Ente – esordisce il
primo cittadino – ha rilevato che a
certe dichiarazioni maggiormente
nitide all’interno dei contesti istituzionali, come ad esempio al tavolo
tenuto presso la Prefettura di Taranto
lo scorso 6 marzo ed a margine di una
audizione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto il
successivo 18 marzo, e nonostante la
richiesta corale di univocità ed inequivocabilità rispetto alla trasmissione
ed alla spiegazione alla comunità dei
dati afferenti la questione ambientale
e sanitaria a Taranto avanzatavi in
molti modi ed in diverse circostanze,
è nei fatti proseguito l’esercizio di
vostri organi teso a rilasciare, per lo
più a mezzo stampa ovvero in contatti
diretti con associazioni e gruppi di
cittadini, commenti non in linea con
l’esigenza dell’organismo decisorio
della legge, quale rappresentato dal
sindaco, di assumere atti legali, logici
e scientificamente fondati a tutela della
salute pubblica.

Questo atteggiamento
poco responsabile e chiaro sta contribuendo ad accrescere fortemente la
preoccupazione dell’opinione pubblica
ed ha già provocato spiacevoli fatti di
cronaca che il Comune di Taranto ha
avuto modo di stigmatizzare ai rappresentanti del Governo e delle Forze
dell’Ordine sul territorio ionico. Solo
per riportare alcuni casi eclatanti, desta
preoccupazione che taluni esponenti di
Arpa Puglia dichiarino pubblicamente la non adeguatezza della vigente
normativa comunitaria allo scenario
tarantino, che la stessa agenzia regionale affermi in occasione del Consiglio
comunale monotematico aperto ai
cittadini del 25 marzo 2019 che sia in
possesso di dati non ancora divulgati
o divulgabili, che, ancora, a precisa
e formale sollecitazione del Comune
di Taranto in relazione alle analisi
richieste dall’Ordinanza sindacale n.
9 del 2 marzo 2019 sulla vicenda delle
cosiddette collinette ecologiche del
quartiere Tamburi, il Dap di Taranto
abbia nuovamente e tardivamente replicato in data 29 marzo 2019 in via del
tutto interlocutoria, narrativa, priva di
alcun riferimento adatto a supportare
l’azione del Sindaco nel verso dell’esclusione di rischi per la popolazione
studentesca e cagionando ad essa ed
alle famiglie ulteriore disagio. Inoltre,
a distanza di quasi un mese dai primi
sopralluoghi disposti da Ispra all’interno dello stabilimento siderurgico di
Taranto, lo scrivente Civico Ente non
ha ancora ricevuto alcun riscontro ufficiale sulla qualità dell’aria che stanno
respirando migliaia di lavoratori.

E’
opportuno rammentarvi che il sindaco,
accogliendo le istanze di numerosi
cittadini intervenuti in delegazione
presso Palazzo di Città di Taranto
lo scorso 8 marzo 2019, ha già dato
corso alle formalità per: a) istituire un
Osservatorio permanente della salute a
Taranto; b) richiedere il trasferimento
a Taranto dell’Osservatorio sull’avanzamento dei lavori connessi all’Aia di
cui al Dpcm del 29 settembre 2017; c)
pubblicare i dati sulla mortalità in città,
ancorché oggi aggregati; d) riproporre
un articolato protocollo di intesa che
coinvolga Governo ad una utile valutazione del danno sanitario, ad un
concreto processo di decarbonizzazione, alla risoluzione dei contenziosi
giudiziari esistenti alla data.

Ora, nelle
more che si possano materializzare
progressi in questi ultimi frangenti, se
è vero ciò che hanno asserito durante
la seduta consiliare già citata i vertici
di Asl Taranto, cioè che non si possano escludere nel citato scenario rischi
rilevanti per la salute dei cittadini e che
addirittura ci si ammali più che altrove
e più che in passato, determinando
quindi il presupposto di azioni urgenti
e contingibili ex art. 50 del Tuel, e se
permane la confusione e l’approssimazione sopra esposta da parte degli
organismi tecnici indipendenti previsti
dalla legge – conclude il sindaco Melucci – con la presente il Comune di Taranto vi informa che adotterà in tempi
assai brevi provvedimenti costruiti sul
principio di massima precauzione in
difesa della salute dei propri cittadini
e avverso una filiera produttiva ormai
desueta ed intollerabile».

Il 12 aprile parte l’osservatorio permanente sulla salute.

I sindaci dell’area di crisi complessa
sono tornati a riunirsi lunedì pomeriggio a Palazzo di Città di Taranto
con l’intento di fare il punto sullo stato
dei lavori e dei progetti che gravitano
intorno al Cis, di concordare la ripartizione di alcune risorse governative per
le famiglie disagiate a disposizione dei
cinque comuni interessati, ed anche di
discutere i dettagli costituenti dell’osservatorio permanente della salute
annunciato lo scorso 14 marzo dal
sindaco del capoluogo ionico.
«Ho avuto modo di concordare – ha
dichiarato a margine dell’incontro
il sindaco Melucci – con i colleghi
amministratori, che ringrazio per la
convinta adesione e la ritrovata sintonia, la partenza del nostro osservatorio
sulla salute per la data del 12 aprile
prossimo.

Ora lavoriamo insieme al
primo ordine del giorno, che prevedibilmente conterrà l’aggiornamento
ed una maggiore pubblicità dei dati
epidemiologici, nonché la valutazione
dello scenario attuale, che possa condurci a corrette riflessioni intorno alla
questione del danno sanitario».

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