17 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2021 alle 17:53:40

Cronaca

​Frode fiscale, sequestro​ da 30 milioni di euro a padre e figlio​

La Finanza ha messo sotto chiave numerosi immobili, auto, moto e negozi situati a Taranto, Bari, Roma e Milano​


Sequestro record della
Guardia di Finanza ai titolari di un
nota azienda tarantina di telefonia. I
militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, diretti dal tenente
colonnello Antonio Marco Antonucci, hanno eseguito un decreto di
sequestro, emesso dalla II Sezione
Penale del Tribunale di Lecce, di
beni e disponibilità finanziarie per
ben 30 milioni di euro, nei confronti
di due imprenditori tarantini, padre e
figlio, Renato e Alessandro A., che
operano nel settore del commercio
al dettaglio di apparecchiature per
le telecomunicazioni e la telefonia.

Il
provvedimento cautelare è l’epilogo
di una attività investigativa eseguita
dal Nucleo PEF di Taranto, al termine delle quali è stato accertato
che i due imprenditori, avrebbero
compiuto in modo sistematico e continuativo delle frodi fiscali attraverso
l’utilizzo di fatture false, classificando la loro condotta di vita, secondo
gli inquirenti, come socialmente
pericolosa.Dalle indagini condotte
dalle Fiamme Gialle è emerso che
tale comportamento avrebbe permesso di accumulare beni e risorse
economiche sproporzionate rispetto
ai redditi dichiarati.

L’ingente patrimonio sottoposto a sequestro è costituito, oltre che da nove immobili,
un terreno, quattrodici autoveicoli,
quattro moto quote di partecipazioni
societarie, polizze assicurative e
disponibilità di conto corrente
bancario, anche da sei compendi
aziendali, con ben quindici punti
vendita ubicati nelle provincie di
Taranto (due dei quali presso i
due più grandi centri commerciali del capoluogo e a Grottaglie e
Manduria), nonché di Bari, Roma
e Milano.

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