Cronaca

​I consiglieri di maggioranza: no ad interventi che sono inefficaci​

«La tutela della Salute è da definire prioritario obiettivo politico»


«La tutela della Salute
è da definire prioritario obiettivo
politico che non può essere sacrificato per nessuna ragione. Premesso
ciò siamo consapevoli che l’amministrazione, in primis il Sindaco, è
obbligata a muoversi nell’ambito
dei poteri conferiti dalla legge e
dalle regole democratiche. Le autorizzazioni alle grandi produzioni
industriali sono di competenza
dello Stato (al momento ondivago
sull’argomento). Non essendo in
nostro potere chiudere le fabbriche
vogliamo comunque azionare ogni
utile strumento normativo a nostra
disposizione per tutelare al massimo la salute di tutti i nostri cittadini. Perciò abbiamo impegnato il
Sindaco ad acquisire più recenti ed
ulteriori certificazioni e validazioni
dei dati ambientali e sanitari che
potrebbero minacciare la salute
pubblica nella città di Taranto;
chiedendogli altresì di assumere,
laddove certificate le condizioni
normative, un provvedimento contingibile ed urgente, ex articolo 50
del D.Lgs. 267 del 2000, di fermo
degli impianti che determinano
emergenze sanitarie.

Chiedendo altresì a tutti gli enti
coinvolti di fare la propria parte:
sia quelli di controllo (Arpa, Asl,
Ispra) e sia ai diversi decisori politici, quale la Provincia di Taranto,
la Regione Puglia, il Parlamento ed
il Governo nazionale. Ma questo, a
nostro avviso, non basta».

A firmare questo documento sono
i consiglieri comunali Lonoce,
Zaccheo, Capriulo, Stellato, Blè, Albani, Di Todaro, Azzaro, Galluzzo,
Lupo, Brisci e Casula. «Non vogliamo ripetere gli errori del passato,
con atti eclatanti che calmavano la
piazza ma non producevano miglioramenti concreti dal punto di vista
ambientale e sanitario; soprattutto
perchè inefficaci dal punto di vista
normativo (vedi precedenti ordinanze sindacali bocciate dal Tar)».
I consiglieri dicono di voler evitare
«populismi o gogne mediatiche»,
e sposano la causa della Regione
sulla riapertura dell’Aia a Mittal
da collegare alla elaborazione preventiva della VIIAS (Valutazione
Integrata di Impatto Ambientale e
Sanitario), «in modo da stimare preventivamente gli effetti sulla salute
dei cittadini e sull’ambiente. Questo
è possibile con i poteri del Governo,
del Parlamento e con il sostegno
della Regione Puglia. Sosteniamo
l’azione del Presidente della Regione e del Sindaco di impugnativa
al TAR del Lazio del DPCM del
29/09/2017. A nostro avviso non
ci possono essere immunità penali
per chi inquina e mette a rischio la
salute dei cittadini».

«Chiediamo
– continuano – che ci sia la massima chiarezza sui dati ambientali
e sanitari, verificati da organismi
indipendenti, con il coinvolgimento
del territorio». Dopo un passaggio
sull’auspicabile «decarbonizzazione», si chiede «maggiore concretezza rispetto ai risarcimento dei danni
patiti dal territorio: accelerando le
bonifiche; attivando gli interventi
promessi con il C.I.S.; riqualificando il territorio maggiormente
esposto, il quartiere Tamburi, in cui
vanno rivisti anche i valori catastali
dei deprezzati immobili; attivando
ulteriori e nuove richieste di risarcimento danni, in prededuzione,
anche alla gestione commissariale
dello stabilimento ex Ilva. Sul piano
sanitario bisogna attivare azioni
adeguati di prevenzione e cura dei
cittadini e degli operai, puntando
a quelli di eccellenza. Gli operai
ex Ilva, e le loro famiglie, non dovranno mai essere lasciati soli, con
tutele lavorative, previdenziali ed
assistenziali. Anche perchè siamo
consci che le effettive azioni di
risanamento ambientale e sanitario
potranno avere un impatto diretto
sulla riduzione della produzione,
quindi del lavoro. Pertanto dobbiamo ancora di più essere impegnati
a costruire una nuova visione strategica della città, fondata su nuove
idee».

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