Cronaca

​PeaceLink: i dati dimostrano l’aumento dell’inquinamento ​

Il report diffuso dall’associazione ambientalista​


Un report per mostrare
che “aumenta l’inquinamento anche
nel quartiere Tamburi di Taranto,
non solo in cokeria. Non è vero che
all’aumento di emissioni in cokeria
corrisponda una situazione di sostanziale stabilità dell’inquinamento nel
quartiere Tamburi.
Questa visione rassicurante – che
confinava il problema dell’aumento
dell’inquinamento solo al recinto
dello stabilimento siderurgico – è stata smentita dai dati gennaio-febbraio
2019 della centralina Arpa di via Machiavelli”.

A produrre e diffondere il report è l’associazione ambientalista PeaceLink.
Associazione che, presentando i dati,
sottolinea che “a ulteriore conferma
che vi sia un incremento dell’inquinamento nel quartiere Tamburi rispetto
al 2018 arrivano – come detto in apertura – questi nuovi dati di marzo 2019
(sempre relativi al quartiere Tamburi,
registrati da Arpa in via Machiavelli). I dati sono elaborati da PeaceLink
attraverso medie statistiche ma sono
di fonte Arpa”.

I report, in realtà, sono due, specifica
la stessa associazione: il primo, del 3
aprile, riguardava le emissioni inquinanti non convogliate dentro l’ex Ilva
(in cokeria) nel marzo 2019 (registrato
dalla centralina Ispra/Arpa). Nel documento” emerge un incremento di sei
parametri su sette effettuando un confronto con i dati del marzo 2018”, spiega
l’associazione ambientalista tarantina.
Il secondo e più recente report, datato
venerdì 5 aprile,
riguarda invece l’inquinamento fuori
dallo stabilimento siderurgico, nel
marzo 2019 (ossia la qualità dell’aria registrata dalla centralina Arpa di via Machiavelli).

“Anche in questo caso emerge
un incremento di sei parametri su sette
effettuando un confronto con i dati del
marzo 2018”, spiegano gli ambientalisti.
“L’incremento delle emissioni inquinanti non sembra essere rimasto circoscritto
all’interno dello stabilimento, come è
stato da più parti affermato. Questi dati
indicherebbero l’esatto contrario. I dati
di marzo sono la conferma del trend in
aumento dei dati di gennaio e febbraio.
Non è vero pertanto che a Taranto il
problema dell’inquinamento è stato
risolto dal governo, come è stato dato
d’intendere. Infatti stiamo assistendo
ad una inversione di tendenza dei valori dell’inquinamento che da decrescenti stanno ritornando a crescere,
segnando una inversione nel trend,
il che non è confortante. In altri
termini con ArcelorMittal non stiamo assistendo ad un miglioramento
ambientale né dentro né fuori della
fabbrica” si legge nel documento.

E, ancora, “nella centralina di via
Machiavelli (quartiere Tamburi di
Taranto) il valore del PM10
(polveri sottili) tende a superare i
25 microgrammi a metro cubo, che
è il valore a partire dal quale scatterebbero le indicazioni di massima
precauzione della Asl (ad esempio
relative al ricambio dell’aria e all’esercizio fisico all’aperto) nei giorni
dei Wind Days per i soggetti più fragili e vulnerabili, come i bambini, gli
anziani, i cardiopatici, gli asmatici e
gli immunodepressi. In altri termini
la popolazione a marzo avrebbe
dovuto attenersi a precauzioni costanti essendo a 25,4 microgrammi
a metro cubo la concentrazione del
PM10, classificato dallo IARC come
sicuramente cancerogeno”.

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