08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Maggio 2021 alle 18:28:42

Cronaca

Ultimatum sulla chiusura ex Ilva, nessuna decisione​

Il rapporto della Asl stamattina a Palazzo di Città


Nessuna ordinanza di chiusura dello sta­bilimento siderurgico o della sola area a caldo. Almeno non alla scadenza dell’ultimatum dell’8 aprile. Il sindaco Rinaldo Melucci infatti è a Roma, convocato dalla Pre­sidenza del Consiglio per la ricognizione dello stato di attuazione del Contratto Istituzionale di Sviluppo. Ma, so­prattutto, Melucci attende di poter leggere tutte le relazio­ni degli organismi tecnici prima di assumere qualsivoglia decisione. A scanso di equivoci da Palazzo di Città si fa sapere che: «Per conoscenza il sindaco oggi non prende­rà alcuna decisione perché deve leggere le relazioni degli enti tecnici ancora non pervenute da tutti. Le ordinanze si fanno sui presupposti di contingibilità e urgenza necessari per l’adozione dell’ordinanza sindacale di chiusura degli impianti ex art. 50 del Tuel.».

Le relazioni, allora. Alle 11.57 di lunedì 8 aprile è arrivata a Palazzo di Città la tanto attesa relazione della Asl. Circa un centinaio di pagine inviate anche anche a Prefetto e Procuratore della Repubblica, le due figure istituzionali che nelle scorse settimane avevano convocato tutte le parti in causa per fare chiarezza sulla reale situazione ambien­tale della città. A Prefetto e Procuratore, peraltro, lo stesso sindaco aveva già preventivamente fatto conoscere il per­corso che intendeva seguire con il cosiddetto ultimatum. La linea del Comune è chiara: se dalle relazioni tecniche dovesse emergere che persistono rischi per la salute delle persone, allora si adotterebbero provvedimenti di tutela, come appunto il fermo degli impianti pericolosi. Il punto è proprio questo: nei tavoli istituzionali finora è sempre emerso che il livello delle emissioni è al di sotto dei limiti di legge. Ma questi limiti garantiscono l’assenza di rischio per la salute? Questo è l’interrogativo al quale dovranno rispondere gli organismi tecnici. D’altro canto il Comune ha bisogno di blindare una eventuale ordinanza con dati inoppugnabili e certezze giuridiche, per evitare che un provvedimento così eclatante possa poi essere strapazzato dal Tribunale amministrativo. Quindi si attendono anche le relazioni di Arpa (dovrebbe essere stata inviata dopo mezzogiorno) e Ispra per avere un quadro il più completo possibile.

A Palazzo di Città si stanno comunque valutando tutte le ipotesi percorribili per arrivare ad una condizione che non metta in pericolo la salute e la vita delle persone. Non ultima la possibilità che sia lo stesso sindaco a chiedere la revisione dell’Aia, aspetto – quello della revisione dell’Autorizzazione integrata ambientale – che nelle ultime setti­mane ha scatenato una polemica tra Ministero dell’Am­biente e Regione Puglia.

Intanto dallo stesso Comune arriva un chiarimento sul­la erogazione di energia elettrica alle scuole Deledda e De Carolis. Nei giorni scorsi, infatti, in alcuni servizi giornalistici era stato evidenziato come la mancanza di energia elettrica avrebbe impedito all’Arpa di eseguire le indagini sull’impatto delle collinette ecologiche. «Il Comune di Taranto – si legge in una nota di Palazzo di Città – rammenta che l’Ordinanza sindacale n. 9 è stata emessa e pubblicata in data 2 marzo 2019. L’Arpa Puglia ha informato il Civico Ente di aver predisposto un mezzo specifico per eseguire nuove indagini nel perimetro delle scuole De Carolis e Deledda soltanto in data 22 marzo 2019. Da quel momento, gli Uffici Tecnici del Comune di Taranto hanno avviato le procedure tipiche per autorizza­re e consentire in sicurezza la fornitura di energia elettrica al citato mezzo, tentando di comprimere per quanto pos­sibile i tempi.

Dalla serata del giorno 5 aprile 2019 è del tutto fruibile la citata utenza per Arpa Puglia. Nulla osta, dunque, alle indagini richieste a proposito della vicenda delle cosiddette collinette ecologiche. Come risaputo, per effetto di queste dinamiche è stato necessario prorogare la validità della suddetta Ordinanza sindacale sino alla conclusione del corrente anno scolastico. Detta vicenda – precisa ancora una volta il Comune – non ha diretta at­tinenza con il sollecito che è stato rivolto agli organismi tecnici regionali e nazionali intorno alla più complessa situazione dell’ambiente e della salute a Taranto».

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