14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

L’Archivio di Stato è al collasso

L’allarme dei sindacati: «Senza nuove assunzioni niente servizi»


«L’Archivio di Stato di Taranto non potrà più garantire l’attività istituzionale a causa dei tanti pensionamenti e dell’assenza di un contestuale piano di immediato ripianamento organico».

È l’allarme lanciato dai sindacati di categoria in merito alla carenza di personale dell’Archivio di Stato. «È con amarezza che abbiamo appreso che, presto, anche questo ufficio sarà costretto a ridimensionare i servizi che rende al pubblico di studiosi e visitatori, fino a non rendere più possi­bile l’offerta culturale e scientifica – si legge nella nota firmata da Lorenzo Caldaralo (Fp Cgil), Massimo Ferri (Cisl Fp), Giuseppe Andrisano (Uil Pa) e Pasquale Nardone (Flp Mibact) – Tra i dieci dipendenti che vanno via vi sono addirittura le figure di direttore, del funzionario amministrativo conta­bile, del bibliotecario, oltre essenziali figure tecniche da nessuno sostituite. Inevitabile, dunque, la paralisi dei servizi prestati anche a seguito della impossibilità di apertura il sabato, con ricadute negative su un territorio già compromesso dal punto di vista economico e sociale, e con il risultato di una ulteriore contrazione di utenza turistica e professionale. Si profila altresì – evidenziano i rappresentanti sindacali – l’impossibilità di realizzare la sorveglianza sugli archivi degli uffici statali periferici tramite le com­missioni di sorveglianza. È questo il racconto di un ennesimo fallimento che si ripete sempre uguale da una classe politica all’altra, tutte incapaci di valorizzare i servizi pubblici, in un disegno che tende ad una loro generale privatizzazione, più control­labile ma non certo nell’interesse delle comunità».

Non si arrendono però le rappre­sentanze sindacali del territorio e richiamano le istituzioni locali ad una «verifica complessiva dello stato di salute dei servizi pubblici nella nostra città dove, accanto ad una crisi del pubblico impiego che è nazionale, si registra una ulteriore penalizzazione a vantaggio delle altre realtà regionali». Le organizzazioni sindacali, dunque, annunciano una «iniziativa di grande respiro nel tentativo di rivendicare per la comunità ionica i tanti crediti che ha maturato, anche in tale ambito, nei confronti dell’intero Paese».

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