14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 14:54:24

Cronaca

«Niente carcere per i giornalisti»

La Corte Costituzionale dovrà stabilire se la pena è una misura legittima


Sarà la Corte Costituzionale a stabilire se il carcere per
i giornalisti è una misura legittima.
Lo ha deciso il tribunale di Salerno
che ha accolto l’eccezione di incostituzionalità sollevata dall’avvocato del sindacato unitario giornalisti
della Campania, Giancarlo Visone,
nel processo per diffamazione a
carico di un ex collaboratore e del
direttore del quotidiano ‘Roma’.

“Sono anni che chiediamo che con
una legge il Parlamento – affermano il segretario e il presidente della
Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe
Giulietti, e il segretario del Sugc,
Claudio Silvestri – cancelli il carcere per i giornalisti. Una vera
vergogna che nessun governo ha
voluto affrontare seriamente e che
spinge l’Italia in fondo alle classifiche sulla libertà di stampa. Adesso
a decidere sulla legittimità del carcere sarà la Corte Costituzionale. A
prescindere dalle sentenze, tuttavia, è sempre più urgente un intervento del legislatore su una materia
fondamentale perchè riguarda il
diritto dei giornalisti di informare
e il diritto dei cittadini ad essere
informati. La recente condanna
dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo proprio
per la presenza della pena detentiva
per il reato di diffamazione non dà
più alcun alibi al Parlamento”.

Secondo la tesi del sindacato unitario giornalisti della Campania,
condivisa dal giudice, “anche
la sola previsione astratta della possibile irrogazione di una pena
detentiva in caso di diffamazione a
mezzo stampa comporterebbe una
limitazione eccessiva del diritto
convenzionalmente e costituzionalmente tutelato della libertà di
manifestazione del pensiero e di
cronaca del giornalista, incompatibile con l’articolo 10 della Cedu
(Convenzione europea dei diritti
dell’uomo)”.
Secondo questa tesi il carcere per i
giornalisti, previsto nell’articolo 13
della legge sulla stampa e dall’articolo 595, comma tre, del codice penale (diffamazione a mezzo stampa), violerebbe gli articoli 3, 21, 25
e 27, nonchè l’articolo 117 comma
1 della Costituzione in relazione
all’articolo 10 della Convenzione
europea dei diritti dell’uomo

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