09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 18:23:49

Cronaca

​Picchiato e costretto a dormire in un letto pieno di pidocchi​

La Polizia di Stato ha assicurato alla giustizia un 34enne


Avrebbe ridotto in schiavitù un suo connazionale e
maltrattato moglie e figli: la Polizia di Stato ha assicurato alla giustizia
un cittadino bulgaro.

La Mobile ha notificato un’ordinanza di custodia
cautelare in carcere, firmata dal gip Vilma Gilli al termine di indagini
dirette dal pm Marzia Castiglia, a un cittadino bulgaro di 34 anni.
L’indagine condotta dopo una segnalazione giunta dalla polizia bulgara
circa la scomparsa di un loro concittadino denunciata dalla madre. La
segnalazione faceva riferimento ad un traffico di migranti. Il cittadino
bulgaro poteva trovarsi a Palagiano in casa di un suo connazionale. Sulla
scorta degli accertamenti, nell’ottobre del 2018, gli agenti della Mobile,
nell’abitazione hanno notato, seduto sul bordo del camino, il giovane
bulgaro. Seduta a tavola, una famiglia straniera. Il capofamiglia è stato
identificato per l’altro cittadino bulgaro che risiede presso l’abitazione
insieme alla moglie ed ai suoi tre figli minori. L’uomo ha riferito che il suo
connazionale era suo ospite da alcuni mesi e che collaborava con lui nei
lavori saltuari in campagna alle dipendenze di proprietari terrieri locali.

Gli investigatori hanno accompagnato il cittadino bulgaro in Questura
dove, in uno stentato italiano, ha riferito che non voler più tornare a casa
del suo connazionale e che voleva fare rientro in Bulgaria. Il malcapitato
ha mostrato le numerose ferite da taglio, anche molto recenti, che aveva
sulla schiena, asserendo che gli erano state procurate dal suo connazionale per punizioni inflitte sul luogo di lavoro.

Dopo essere stato
sottoposto a visita medica al Ss. Annunziata, tramite un interprete,
l’uomo ha raccontato di essere arrivato in Italia circa due anni fa e,
dopo un periodo di lavoro presso un’altra famiglia come babysitter, sei
mesi fa aveva cominciato a svolgere lo stesso lavoro presso l’attuale
famiglia. In un primo tempo ha dormito su un divano- letto in cucina,
che dopo qualche mese è stato infestato dai pidocchi e gettato via.
Poi ha dormito, sdraiato sul pavimento, senza cuscino, avvolto in un
leggero piumino. Oltre a non aver mai ricevuto denaro, ogni mattina
accompagnava il suo connazionale nelle campagne di Palagiano per
circa sette ore. Durante il tragitto, veniva preso a schiaffi sulla nuca.
In casa veniva colpito con un grosso coltello che gli provocava tagli
sulla spalla e sulle braccia.

La sua alimentazione era costituita da riso
o pasta in bianco o, a volte, da soli biscotti, a fronte delle pietanze a
base di carne o pesce che mangiava il resto della famiglia. L’ultima
volta che ha parlato con la madre in Bulgaria è stato il giorno del suo
compleanno e qualche giorno dopo ha manifestato la ferma volontà
di tornare nel suo Paese di origine. Il presunto carnefice lo ha così
picchiato, sottraendogli il telefono cellulare, La vittima ha, inoltre,
riferito, che la moglie del connazionale , spesso presente a questi
atti di violenza, nel tentativo di difenderlo, veniva picchiata, anche
di fronte ai figli. In un’occasione ha sbattuto per terra la testa della
figlia di due anni.

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