08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Maggio 2021 alle 18:28:42

Cronaca

​Le vertenze sul tavolo del nuovo Prefetto​

I segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato Bellomo

Il palazzo della Provincia
Il palazzo della Prefettura e della Provincia

Nei giorni scorsi i segretari generali confederali Paolo Peluso
(Cgil); Antonio Castellucci (Cisl) e
Giancarlo Turi (Uil) hanno incontrato
il nuovo Prefetto di Taranto, Antonella Bellomo, al fine di effettuare una
prima disamina sulle tante criticità
che stanno interessando il territorio
ionico «da condurre, auspicabilmente,
in un rinnovato livello di relazioni
sindacali opportunamente graduate.

La circostanza è stata utile – si legge
in una nota unitaria – per ripercorrere
gli accadimenti degli ultimi anni, a
partire dalla ricostruzione di tutta la
produzione legislativa e regolamentare
dedicata alla crisi ionica e che ha visto
nella legge per Taranto (la n.20/15) il
momento di maggiore attenzione del
Governo del Paese nei riguardi di un
territorio da sempre sede di grandi
insediamenti industriali (Arsenale Militare marittimo, Ilva, Eni)». I segretari
hanno evidenziato come «il “congelamento” delle azioni contemplate dal
Contratto Istituzionale per l’area di
crisi di Taranto stia incidendo negativamente sula gestione delle situazione
di maggiore complessità, privando,
altresì, il territorio dell’unico punto
di aggregazione e di confronto delle
istituzioni con il partenariato economico e sociale in grado di azionare
operazioni sinergiche con il Governo.

In quella sede sono state elaborate le
azioni programmatiche per affrontare
le tematiche delle bonifiche, della riqualificazione dei quartieri a rischio,
della valorizzazione dei siti museali,
poi, finanziate attraverso le misure
dedicate in sede Cipe».
Il confronto si è, inoltre, allargato alla
valutazione del progetto di “clausola
sociale”, elaborato dalle organizzazioni sindacali confederali con Confindustria e Ance, teso ad «adottare la
tecnica dei bacini di crisi quale metodologia per gestire le emergenze occupazionali in attesa della ricollocazione dei lavoratori espulsi dai rispettivi
processi produttivi. Il progetto è stato
pensato come strategia finalizzata alla
“protezione” del mercato del lavoro
locale fortemente indebolito dalla crisi
della siderurgia, della portualità e che
ha inciso profondamente anche sugli
asset secondari (indotto). E’ emersa,
da ultimo, la necessità di dare continuità alle azioni già intraprese con la
Prefettura di Taranto a partire dalla
trattazione esauriente delle problematiche ambientali, ove si rileva l’assenza
di un’azione continua e durevole per la
valutazione dell’efficacia delle misure
in essere, di un rilancio di quelle tese
a contrastare le azioni di illegalità
diffusa in agricoltura (caporalato), di
perfezionamento e di allargamento
delle misure conseguenti ai diversi
protocolli stipulati su: legalità, Porto,
edilizia e sicurezza sui luoghi di lavoro».

Il confronto ha riguardato anche la
necessità di «avviare una fase concertativa per assecondare il percorso di
”statizzazione” dell’Issm “G. Paisiello”
alle prese con una complessa fase transitoria connotata dalla discontinuità di
erogazione dei fondi da parte del Miur.
La stessa rende problematico il funzionamento dell’Istituzione accademica
impossibilitata a garantire finanche le
retribuzioni al personale dipendente».
Le parti si sono aggiornate con l’intesa
di avviare azioni sinergiche di carattere
monotematico in grado di impostare le
soluzioni alle diverse problematiche
proposte.

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