08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 08:30:10

Cronaca

​Avvocatessa blocca le aste sulle case pignorate​

Monica Mandico: «Molti mutui non sono titoli esigibili»

Monica Mandico
Monica Mandico

Avvocatessa napoletana blocca le aste delle
case pignorate: «Molti mutui non sono titoli esecutivi».

E’ l’ennesimo provvedimento a favore di mutuatari, ottenuto
dall’avv. Monica Mandico del foro di Napoli, questa volta a
decretarlo è il Tribunale di Avezzano, che con un’ordinanza
emessa a seguito dell’opposizione presentata da una famiglia
assistita dal legale partenopeo, ha sospeso l’asta dell’unica
abitazione degli esecutati ereditata dalle figlie minori dei
clienti dell’avvocato.
La banca gli pignora la casa perché la famiglia non riesce
a pagare alcune rate di un mutuo ma, grazie a un ricorso in
tribunale, riesce a ottenere la sospensione dell’asta per inidoneità del contratto di finanziamento ad essere titolo esecutivo
posto a fondamento dell’espropriazione immobiliare.
Sulla scorta di un contratto di mutuo ipotecario fondiario,
la Banca iscriveva ipoteca sugli immobili di proprietà della
nonna delle bambine che hanno ereditato la casa oggetto
del pignoramento.

A seguito della rinuncia all’eredità delle
discendenti, il bene immobile veniva trasferito alle minori,
figlie di una delle due sorelle; la Banca, presumendo che
la titolarità dei beni immobili si fosse trasferita automaticamente alle figlie minorenni di una delle rinunciatarie
all’eredità, avviava una azione esecutiva nei confronti delle
predette minori.
I genitori, in qualità di tutori, assistiti dallo studio Mandico & Partners, fondavano la propria opposizione su un
motivo principale, che è stato ritenuto fondato dal Giudice
dell’esecuzione, dott.ssa Caterina Lauro, al fine di emettere
una pronuncia di sospensione dell’azione esecutiva. Infatti
il contratto di mutuo sottostante il pignoramento, risultava
di tipo “condizionato”, mancando l’effettiva consegna della
somma mutuata in capo al mutuatario.
Il momento perfezionativo del contratto era procrastinato
all’adempimento di una serie di condizioni, e quindi risultante privo dei requisiti di cui all’art. 474, co. 2, n. 3, c.p.c.
Il contratto di mutuo, in quanto contratto “reale”, si perfeziona con la consegna della somma mutuata, insorgendo solo da
tale momento l’obbligo di rimborso in capo al mutuatario.

Allorquando, come nel caso di specie, non venga fornita la
prova della traditio, nella forma dell’atto ricevuto da Notaio o
da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge, il contratto
di mutuo non può ritenersi titolo esecutivo ai sensi dell’art.
474, co. 2, n. 3 c.p.c.. Difatti, manca il requisito necessario
per il perfezionamento del mutuo e la conseguente insorgenza
dell’obbligazione di restituzione della somma mutuata.
Grazie a tali presupposti processuali, l’avvocato ha dimostrato l’inidoneità del mutuo, anche se redatto da notaio, a
far valere i diritti della banca. Dice l’avvocato Mandico: «E’
una materia complessa e tecnica. Tuttavia la normativa e la
giurisprudenza si sta consolidando sui mutui condizionati
ed è molto rigida per le procedure esecutive che portano
all’asta gli immobili dei mutuatari, che se opportunamente
difesi, possono bloccare pignoramenti ingiusti e riavviare un
dialogo transattivo con gli istituti di credito».

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