25 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Novembre 2020 alle 17:23:31

Cronaca

Ilva, vertice-verità. I sindacati: ora stipendi a rischio


TARANTO, 03-03-05 VISITA PRESIDENTE PROVINCIA FLORIDO ALLO STABILIMENTO ILVA ED INCONTRO CON RIVA

 

Un nuovo scenario sulla vicenda Ilva, dopo il no della Procura al dissequestro dei coils. Ieri infatti i magistrati tarantini hanno detto no alla restituzione dell’acciaio sequestrato lo scorso 26 novembre perché ritenuto frutto di reato.

 

E mentre tutto torna nelle mani del Gip Todisco, la Procura solleverà la questione di legittimità costituzionale non solo del decreto (lo ha già fatto) ma anche della conversione in legge. Un nuovo scenario con il quale tornano a rischio anche gli stipendi.

 

L’azienda aveva assicurato che sarebbero stati addirittura pagati in anticipo, ma il fermo dei coils continua a rallentare i tempi, le vendite e quindi la liquidità.

“Abbiamo chiesto un incontro urgente all’azienda – spiega Mimmo Panarelli, della Fim Cisl – perché con questo allungamento dei tempi e con questa negatività, siamo fortemente preoccupati”. E ciò che più si teme sono proprio le ulteriori ricadute occupazionali, dovute ai problemi di liquidità. “Se non si vendono i coils – aggiunge Panarelli – non si possono pagare i fornitori, i magazzini restano pieni e quindi non c’é neanche spazio per produrre”.

 

Anche se a Genova sono arrivati i coils prodotti a Taranto, scongiurando il rischio di stop o chiusura dello stabilimento ligure. Oggi a Milano, si tiene una riunione tecnica tra i vertici dell’azienda, che faranno il punto per decidere come comportarsi in vista del Riesame. Martedì infatti è in programma l’appello per la restituzione dei prodotti, pari a un milione e 700.000 tonnellate, il cui valore commerciale è di circa un miliardo di euro.

 

“Vogliamo capire il pensiero dell’azienda – spiega ancora Panarelli – E’ importante per noi sapere se i dirigenti vogliono continuare a cercare soluzioni. Tra l’altro, alla luce del niet di ieri, neanche il pagamento degli stipendi di dicembre è assicurato”. “Fino a ieri avevano ricevuto dall’azienda diverse rassicurazioni – spiega Antonio Talò della Uilm. Addirittura, con l’entrata in vigore della legge, lo scenario che si prospettava era che i lavoratori in cassa integrazione sarebbero rientrati tutti. Oggi invece ci aspettiamo notizie diverse”.

 

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del decreto, quindi, l’Ilva sarebbe dovuta tornare alla normalità, a partire dal ritorno al lavoro degli operai dell’area a freddo, una volta che i magazzini saranno svuotati. Ma se l’azienda non tornerà in possesso dei semilavorati sequestrati, lo scenario è fatalmente destinato a rimanre nebuloso. E tutto da chiarire.

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