15 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

​Il Comune accoglie Zha, i dubbi degli architetti​

Il Consiglio dell’Ordine scrive a sindaco e assessore


«Riteniamo che sia finalmente esaurita
la stagione, tutta italiana e di approccio decisamente
provinciale (e che non ha visto esente negli ultimi
anni neanche la nostra città) che ha promosso il
coinvolgimento esclusivo dei grossi nomi del panorama mondiale dell’architettura, spesso coinvolti
a chiamata diretta e spesso usati da alcuni come
icone propagandistiche di una politica incapace di
prefigurare il futuro delle nostre città».

È uno dei
passaggi della lettera inviata dal Consiglio dell’Ordine degli Archiretti della provincia di Taranto al
sindaco Rinaldo Melucci ed all’assessore all’Urbanistica Ubaldo Occhinegro, in merito all’iniziativa
dell’Amministrazione comunale che nei giorni scorsi
ha accolto a Palazzo di Città lo studio Zaha Hadid.
«Apprendiamo dalla stampa locale che il Comune di
Taranto ha ospitato nei giorni scorsi un rappresentante di un noto studio internazionale di architettura con
il quale avrebbe affrontato ragionamenti “su futuri
ed importanti progetti di architettura che mirino alla
riqualificazione del territorio ed alla rigenerazione
urbana delle periferie”. Inoltre si sarebbe discusso
“di varie aree degradate e funzioni già al vaglio
dell’amministrazione comunale Melucci da tempo”.

Le ricordiamo – prosegue la nota degli architetti – che
appena due mesi fa il nostro Ordine, unitamente a
quello degli Ingegneri ha, in seduta pubblica, siglato
un protocollo di intesa insieme al Comune di Taranto
che impegna i soggetti sottoscrittori ad una serie di
azioni comuni indirizzate alle trasformazioni del
territorio, alla rigenerazione urbana ed al nuovo Pug,
mettendo a disposizione reciprocamente le rispettive
competenze e risorse umane, culturali e professionali
con spirito di confronto e condivisione delle azioni
di indirizzo. Prima e significativa azione di questo
protocollo è la scrittura congiunta del bando per un
concorso di progettazione a due gradi dell’area di
Porta Napoli per il quale, grazie all’azione sinergica
e collaborativa dei due Ordini professionali coinvolti,
il Comune di Taranto ha ottenuto il primo posto al
bando regionale al sensi della L.R. 14/2008.

Ulteriore
significativa azione di collaborazione operativa è
la partecipazione attiva a tutte le fasi di confronto
relativa al redigendo Documento Programmatico
Preliminare al Pug. Queste azioni, convintamente
promosse dal nostro Ordine professionale insieme
a quello degli Ingegneri, seguono una lunga fase di
incomprensioni e di difficoltà di relazione con il
Civico Ente, superate grazie alla buona volontà e
all’interesse superiore verso cui l’azione del nostro
Ordine è rivolta da sempre nell’interesse dei nostri iscritti e soprattutto dell’intera collettività. Per tutte
queste ragioni quanto promosso a mezzo stampa
circa i rapporti intercorsi tra l’Amministrazione comunale e lo studio Zaha Hadid Architects, oltre ad
aver generato perplessità e forti dubbi anche da parte
dei nostri iscritti, professionisti operanti sul territorio,
non ci convince né nel metodo e né nel merito e si
dirige in direzione diametralmente opposta rispetto
a quanto fino ad ora auspicato e definito».
«Il Concorso di architettura, dove l’Idea e non il
curriculum o il fatturato dello studio sia l’elemento
determinante per la qualità del progetto architettonico, è l’unico strumento che può garantire questo
risultato.

Un Concorso di progettazione e non un mero Concorso di idee, dove finalmente all’idea
possano seguire le realizzazioni concrete. Il caso
del Concorso di idee sulla città vecchia, finito sostanzialmente in un nulla di fatto dovrebbe aver
fatto comprendere a tutti i fortissimi dubbi da noi
sollevati negli anni scorsi».
«Per questi motivi – si conclude la lettera – chiediamo un incontro di chiarimento in cui si definiscano
formalmente le linee di indirizzo che questa Amministrazione comunale intende perseguire in ambito
urbanistico e gli strumenti con i quali tali indirizzi
si intendano portare avanti, al fine di proseguire, se
possibile e con più chiarezza, il cammino di collaborazione intrapreso».

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