11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 21:25:15

Cronaca

​Rete oncologica, gli interventi effettuati a Taranto​

Presentati i primi risultati sui tumori


«La Puglia è una delle sette regioni con la rete
oncologica “deliberata e attivata” ed è l’unica al Sud». Lo ha
annunciato il direttore generale dell’Aress Puglia commentando
anche i primi risultati dell’organizzazione della rete oncologica
pugliese illustrati ieri mattina a Bari nel corso di un evento,
svoltosi presso l’Istituto Tumori Irccs Giovanni Paolo, dedicato
a: “Oncorete/Sharing and Innovation System”, organizzato da
Motore Sanità.

La certificazione ufficiale di essere tra le sette
regioni italiane che hanno attivato la Rop è arrivata la scorsa
settimana, nell’ambito della giornata dedicata allo stato dell’Oncologia in Italia organizzata a Roma dall’Aiom, l’associazione
italiana di oncologia medica.
Secondo il direttore generale Aress «questo importante risultato
nazionale, a distanza di un anno, dimostra che la rete oncologica
in Puglia è viva, non solo da un punto di vista progettuale e di
disegno amministrativo, ma soprattutto è viva dal punto di vista
clinico e di presa in carico del paziente».

I dati illustrati ieri mattina, aggiornati a due giorni fa, sono
relativi agli interventi eseguiti in Puglia di chirurgia oncologica
sui 5 tumori più frequenti negli uomini e nelle donne, e cioè
quello alla mammella, al polmone, alla prostata, all’utero e al
colon retto sono. Gli interventi chirurgici sono aumentati dell’8
per cento nel 2018 rispetto al 2017. I cinque tumori monitorati
rappresentano la casistica più frequente e circa 11mila delle
nuove diagnosi annue di tumore.
«L’aumento della produttività degli ospedali pugliesi, così
come dimostrano i dati, comporterà sicuramente, per il direttore generale Aress, un ulteriore calo di mobilità passiva, calo
già registrato nel 2017. Nello specifico dei dati, il tumore che
ha avuto una impennata maggiore di numero interventi, diminuendo quindi i viaggi della speranza fuori regione, è quello
alla prostata. Gli interventi nel 2018 infatti sono stati il 21% in
più rispetto al 2017, da 998 interventi si è passati a 1230. Ben
l’80 per cento della chirurgia alla prostata è stata fatta in sei
strutture pugliesi».

Al primo posto, il Miulli ad Acquaviva delle Fonti, seguita dagli ospedali Riuniti di Foggia, dal Policlinico di Bari, da Casa
Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo, dall’ospedale
Cardinal Panico di Tricase e infine dall’ospedale Valle d’Itria
a Martina Franca.
Per quanto riguarda invece gli interventi chirurgici per il cancro
al seno, si registra un 8% in più rispetto al 2017. Complessivamente gli interventi sono stati 3.293. Di questi l’80 per cento
(2.702) sono stati eseguiti in 11 strutture ospedaliere. Prime fra
tutte, l’Irccs Giovanni Paolo II a Bari, seguite poi (in ordine
decrescente) da Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni
Rotondo, San Paolo e Policlinico a Bari, Città di Lecce, Perrino
a Brindisi, Ospedali Riuniti a Foggia, Santa Maria e Mater Dei
a Bari, cliniche D’Amore e Santissima Annunziata a Taranto.

Per le patologie oncologiche invece riguardanti il cancro all’utero e il cancro al polmone, entrambe registrano nel 2018 un
aumento di interventi del 5% rispetto al 2017.
Nel 2018 sono stati 721 gli interventi eseguiti per tumore al
polmone, di cui 596 (l’80%) sono stati realizzati maggiormente
al Vito Fazzi di Lecce, seguito da Irccs Giovanni Paolo II a
Bari, Casa Sollievo della Sofferenza a san Giovanni Rotondo,
Ospedali Riuniti a Foggia e Policlinico a Bari.
Gli interventi eseguiti infine per il cancro all’utero nel 2018 sono
stati 668, di cui l’80% (551) in dieci strutture. La prima struttura a
fare questo tipo di interventi è la struttura del Policlinico di Bari,
seguita poi dal Miulli di Acquaviva, dal Vito Fazzi di Lecce, dal
Santissima Annunziata di Taranto, dall’Irccs Giovanni Paolo II e
dalla dalla Mater Dei di Bari, dalla Casa Sollievo della Sofferenza
di San Giovanni Rotondo, dal Cardinal Panico di Tricase, dagli
Ospedali Riuniti di Foggia e dal Perrino di Brindisi.
Infine per quanto riguarda il tumore al colon retto, gli interventi
chirurgici nel 2018 sono aumentati del 4% rispetto al 2017.

Per
il direttore generale dell’Aress Puglia «è evidente che ci sia stato
un incremento dell’offerta, laddove le strutture pugliesi hanno
incrementato l’attività. Dai dati emerge anche come ci sia una
tendenziale concentrazione di interventi fondamentalmente su
centri che si specializzano sempre di più. Ma
se i dati evidenziano incontrovertibilmente
che la rete oncologica c’è e funziona in Puglia, non si possono sottovalutare anche le
zone d’ombra. Tra queste sicuramente l’avvio in tempi non immediati di tante attività
collegate, come ad esempio la partenza dei
Coro, i Centri di orientamento oncologico
per la gestione dei pazienti, il vero punto di
forza qualificante dell’intera rete oncologica
pugliese. I centri sono 18 in tutta la Puglia,
sono stati avviati e individuati ma ci sono
alcune realtà (come ad esempio Taranto e
provincia) che stanno avanti ad altre nel completamento dell’organico.

In questi luoghi i
pazienti oncologici non hanno lista d’attesa
per la diagnostica e ricevono già il codice di
esenzione 048 per l’assistenza psiconcologica. Ricordiamo che per il funzionamento
di un Coro occorre personale specializzato:
oncologo, psiconcologo, assistente sociale,
infermiere, Care manager, amministrativo
e volontari delle associazioni. Ricordiamo
infine che dal 14 gennaio in Puglia è attivo
un numero verde 800185003 a disposizione
dei pazienti».

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