14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 08:15:36

Cronaca

​«Infrataras e Verde Amico, ancora troppe incognite» ​

Il consigliere Fuggetti chiede chiarezza sul progetto

Palazzo di Città
Palazzo di Città

«Credo sia opportuno
ottenere maggiori chiarimenti dalla
partecipata Infrataras rispetto alle procedure che consentiranno l’avvio delle
attività nell’ambito del progetto “Verde
Amico” per 145 lavoratori del settore ex
Isola Verde, considerati gli aspetti che
riguardano l’assegnazione delle singole
mansioni, l’esclusione dalle procedure di
avvio al lavoro per due dipendenti, come
segnalato dalla Confial Cil, l’assenza di
alcuni importanti presidi per la sicurezza
di questi lavoratori ma soprattutto l’assenza di una prospettiva futura».

Così il consigliere comunale di opposizione, nonché capogruppo degli Indipendenti, Aldo Fuggetti, che proprio
nelle scorse settimane aveva avviato
una richiesta di accesso agli atti relativa
all’iter che dovrebbe consentire a questi
145 lavoratori di occuparsi del cosiddetto
lavoro di bonifica leggera attorno all’alveo di Mar Piccolo e del fiume Galeso.
«Una attività che impegna svariati milioni di euro non solo nel costo relativo alle
operazioni rese dal personale, ma anche
dalla propedeutica attività di formazione.

Nei giorni scorsi, anche attraverso
le audizioni nell’ambito della seconda
Commissione “Garanzia e Controllo”, ci
sono state fornite informazioni parziali,
sia dal presidente di Infrataras Salinas,
sia dai suoi più stretti collaboratori –
spiega Fuggetti – ecco perché riteniamo
che sul punto sia l’ente a rassicurarci,
ma anche a fornire di concerto con
il commissario per le bonifiche, Vera
Corbelli, un piano integrato e dettagliato
delle tempistiche previste, anche relative alla formazione che attualmente non è
ancora partita».
Il consigliere Fuggetti poi si sofferma
su alcuni aspetti che riguardano la sicurezza.
«Non abbiamo notizie certe – spiega
ancora il consigliere Fuggetti – circa
l’utilizzo di dispositivi di sicurezza o la
possibilità di spazi adeguati (spogliatoi
e docce) per tutti questi lavoratori che
probabilmente entreranno in contatto
con rifiuti di vario genere depositati
ai margini del mar Piccolo e del fiume
Galeso, che come denunciato nei giorni
scorsi da Legambiente è diventato anche
un luogo di discarica abusiva di manufatti in amianto».

In ultimo la nota di Fuggetti punta
l’attenzione verso il traguardo che «va
oltre i 15 mesi previsti dalla convenzione. Credo si debba affrontare il tema a
partire da oggi – dice – considerato che
il procedimento di eventuale stabilizzazione di questi lavoratori, come detto
dalla stessa amministrazione comunale, non è avulso dal piano di riordino
complessivo delle attività previste dalla
società infrataras, inserita a pieno titolo
tra le voci di spesa del Comune monitorate e considerate onerose».

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