29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 13:43:57

Cronaca

Arbitri aggrediti a Castellaneta

Campo squalificato per otto giornate. Il club si dissocia dai violenti e chiede scusa


CASTELLANETA – «Non è usuale sentire gli arbitri parlare, anzi è
una cosa piuttosto rara. Siamo qui a
scrivere queste poche righe con tanta
tristezza, rabbia e rammarico per
quanto accaduto ai nostri colleghi nella giornata di giovedì. Due ragazzi e
tre ufficiali di campo che, animati solo
ed esclusivamente dal profondo amore
verso la pallacanestro che tutti noi
nutriamo, hanno subito una vigliacca
intimidazione nell’intervallo nella
gara-2 in corso a Castellaneta, valida
per i quarti di finale del campionato
di C Gold».

È il gruppo Cia Puglia
a raccontare cosa è accaduto nella
cittadina ionica. «Una ventina di teppisti locali incappucciati hanno fatto
irruzione negli spogliatoi sfondando
la porta, arrivando a minacciare gravemente gli arbitri della gara e le tre
ufficiali di campo e creando un clima
di terrore che non appartiene ad una
partita di pallacanestro. Non è questa
la pallacanestro che vogliamo, non è
questo lo sport per cui trascorriamo
tutti i weekend in giro per la regione
senza mai viverlo come un sacrificio,
ma sempre come il momento più bello
della settimana. Arbitrare non può
e non deve mai significare mettere
a rischio la propria incolumità». Ad
intervenire anche Margaret Gonnella,
presidente Fip Puglia: «Il Comitato
Regionale Fip Puglia ha il compito,
anzi il dovere, di salvaguardare l’entusiasmo e la capacità dell’intero gruppo
Cia, arbitri e ufficiali di campo.

Siamo orgogliosi di poter contare
su una squadra arbitrale fra le più
giovani d’Italia, e non permetteremo
a niente e nessuno di mortificarne la
passione. I fenomeni di teppismo sono
fortunatamente isolati, nella pallacanestro, ma non possiamo accettare di
metterli in conto in alcun modo, anche
in caso di eventi – si spera – unici e
irripetibili, ma di eccezionale gravità.
Alle società, ciascuna nel proprio
ambito territoriale, chiediamo una
riflessione, sulla necessità di proseguire e garantire l’attività agonistica
senza quei condizionamenti di tipo
ambientale che condanniamo sistematicamente a parole ma fatichiamo
a debellare, alla prova dei fatti.
E’ un passo difficile ma necessario,
per difendere il nostro mondo dalla
degenerazione della passione. E quando al tifo si accompagna l’intimidazione, è meglio fermarsi, per riflettere.
Noi continueremo a stare dalla parte
della nostra squadra, quella degli arbitri e degli ufficiali di campo di Fip
Puglia. E a sostenerla in tutti modi
possibili, nel rispetto dei regolamenti
e del gioco pulito.
Lo stesso chiediamo di fare a dirigenti ed appassionati, ciascuno con i propri colori».

È stata disposta dalla stessa Fip la
«squalifica campo per 8 gare perché
nell’intervallo fra secondo e terzo
periodo, mentre arbitri, osservatore
ed ufficiali di campo, si trovavano
nello spogliatoio degli arbitri, circa
20 tifosi della società ospitante, incappucciati ed alcuni coperti in volto,
sfondavano la porta dello spogliatoio
e minacciavano arbitri, osservatore ed
ufficiali di campo con espressioni intimidatorie; i suddetti tifosi entravano
anche in contatto con il primo arbitro
trattenendolo per un braccio e, dopo
qualche minuto, venivano allontanati
grazie all’intervento di un tesserato
della società ospitante, non iscritto
a referto, e al successivo arrivo delle
forze dell’ordine; ai fatti assistevano
l’addetto agli arbitri ed il dirigente accompagnatore della società ospitante
che non intervenivano in alcun modo;
la società ospitante non ottemperava
all’obbligo di esibire la documentazione della richiesta da presentare
all’autorità di pubblica sicurezza per
il mantenimento dell’ordine pubblico;
il primo arbitro richiedeva ai dirigenti
della società ospitante che la richiesta
gli fosse esibita ma gli veniva risposto
che la richiesta non era stata effettuata; la gara veniva ripresa con notevole
ritardo, nell’attesa che il personale
delle forze dell’ordine fosse presente
in numero tale da garantire la sicurezza della squadra arbitrale all’interno dell’impianto di gioco; vengono
applicate la circostanza aggravante
speciale ex art. 30,6 RG nonché la
recidiva per infrazione della stessa
indole (invasione) commessa nelle
stagioni sportive 16/17 e 17/18; ex art.
17 RG la sanzione è commutata per le
prime 3 (tre) giornate con l’ammenda
indicata alla tabella C del Regolamento di Giustizia, per ciascuna giornata
(per un importo complessivo pari ad
Euro 2250.00), le residue 5 (cinque)
giornate di squalifica saranno scontate in campo neutro e a porte chiuse;
con diffida alla società ospitante a
risarcire i danni provocati alla porta
dai propri tifosi»

Anche la Valentino ha emanato una
nota: il club «si dissocia dai deplorevoli episodi avvenuti nel corso di gara
2 playoff contro la Cestistica Ostuni,
presso il PalaTifo di via Aldo Moro,
che hanno visto, suo malgrado, protagonisti un gruppetto di tifosi contro
gli arbitri designati per la gara. Il
nostro Club dispiaciuto per quanto accaduto, esterna la propria vicinanza e
la massima solidarietà ai due arbitri e
giudici di campo e prende in maniera
perentoria le distanze dai responsabili
dell’accaduto. Quanto avvenuto, lede
l’immagine della Vbc, un club impegnato da anni nei settori giovanili
e Campionati Senior di categoria a
trasmettere valori umani e sportivi».

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