09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 18:23:49

Cronaca

​Business sui migranti, soldi in cambio di una autorizzazione​

Indagato anche un funzionario della Asl di Mottola


Anche un funzionario
della Asl di Mottola coinvolto nell’inchiesta sugli illeciti nelle forniture dei
servizi di accoglienza e assistenza dei
migranti.
Si tratta di Domenico De Carlo, il
quale, secondo l’accusa, in qualità di
responsabile del Servizio igiene degli
alimenti e della nutrizione, il Sian di
Mottola, per emettere parere favorevole al rilascio dell’autorizzazione
dell’impianto di scarico delle acque
reflue domestiche presso l’immobile
gestito da Pasquale e Sante Laterza
avrebbe attestato falsamente la conformità agli articoli 7 e 8 del Regolamento
regionale Puglia n. 26 del 12 dicembre
2011, atto contrario ai propri doveri di
ufficio, e avrebbe ricevuto da Gianluca
Pichierri e da Sante Laterza, una somma di denaro non dovuta, tra i 300 e
i 500 euro.

I soldi sarebbero stati consegnati all’interno del suo ufficio della Asl di Mottola così da consentire a Pichierri, gestore
di fatto di un coop affidataria del servizio di accoglienza e assistenza dei
richiedenti protezione internazionale,
l’utilizzo dell’immobile per l’alloggio
di più cittadini extracomunitari. I fatti
sono avvenuti nel dicembre del 2017.
Nei guai anche l’architetto Onofrio
D’Onghia, il quale secondo l’accusa
incaricato da Sante e Pasquale Laterza
avrebbe redatto una relazione tecnica
nella quale avrebbe attestato falsamente l’esistenza presso l’immobile
dell’impianto di scarico delle acque
reflue domestiche e la sua conformità
agli articoli 7 e 8 del Regolamento
regionale Puglia n.26 del 12 dicembre
2011, inducendo in errore il Comune
di Mottola che ha rilasciato la relativa
autorizzazione allo scarico provvisorio sul suolo delle acque reflue
pur in assenza dei requisiti tecnici e
normativi così da consentire ad Annalisa Soranna e Gianluca Pichierri,
rispettivamente rappresentante legale
e gestore di fatto della coop affidataria
del servizio di accoglienza e assistenza ai migranti.

Indagato anche Enzo Pilò
il quale in qualità di rappresentante di
una associazione affidataria del servizio di accoglienza e assistenza dei cittadini stranieri richiedenti protezione
internazionale, come da convenzioni
stipulate con la Prefettura nel 2016 e
2017, secondo gli investigatori e gli
inquirenti non avrebbe dato esecuzione
agli obblighi contrattuali assunti. In
concorso con Giuseppe e Antonio Pizzulli, rispettivamente titolare e gestore
di un hotel di Castellaneta e con Giuseppe Adinolfi, titolare di un albergo
di Pulsano, avrebbe fornito pasti non
conformi al capitolato d’appalto.
Avrebbe anche fatto alloggiare i migranti in un immobile di Pulsano privo
di fornitura idrica. Indagata anche Simona Fernandez, rappresentante legale
di un’altra associazione affidataria del
servizio di accoglienza e assistenza
dei migranti.

Avrebbe omesso di
consegnare loro un vestiario adeguato
alla stagione invernale e in concorso
con Vincenza Conte e Cosimo Tenna,
gestori di una una strututra per l’accoglienza li avrebbe fatti alloggiare
in un immobile privo di impianto di
riscaldamento. Intanto Enzo Pilò,
uno degli indagati, si difende. “I fatti
contestati poggiano, a mio parere, su
questioni erroneamente interpretate.
scrive Enzo Pilò- sul primo posso
precisare che il fornitore dei pasti ha
effettivamente avuto un problema organizzativo con il personale di cucina
in alcune giornate, ma che i pasti per
le 7/8 persone interessate sono stati in
ogni caso erogati attraverso la fornitura
di panini e pasti preparati dal ristorante
adiacente alla struttura di accoglienza.

La problematica del personale è stata
risolta prontamente dal fornitore. Tutto
è documentato da formali lettere di
contestazione dalla associazione al
fornitore.
Ribadisco che il servizio è stato comunque assicurato e che la problematica ha riguardato un periodo di poche
settimane e per pochissimi giorni
all’interno di queste. Per la seconda
accusa, non si comprende quale sia il
reato contestato, in quanto la struttura è
situata in zona non servita da impianto
fognario e, quindi, non vi è possibilità
di allacciamento alla rete idrica.

Detta
struttura gode di regolare abitabilità
rilasciata dal Comune di Pulsano ad
uso residenziale, come da documentazione doverosamente depositata e
controllata in Prefettura già dal 2014,
precedentemente alla gestione dell’associazione che risale al dicembre 2015.
La fornitura di acqua potabile è stata
assicurata a mezzo di autobotti da ditte
autorizzate come previsto da vigente
normativa e dimostrata dalle fatture
di acquisto- prosegue Pilò- a riscontro della corretta gestione del servizio
basti ricordare che in quattro anni
di attività nell’accoglienza dei centri
straordinari, non si è mai verificato
alcun episodio di protesta all’interno
dei centri gestiti dall’asssociazione .
Resto in attesa di entrare materialmente in possesso del fascicolo per capire
cosa mi viene attribuito nello specifico
e mi chiedo per quale motivo si sia
voluto aprire un solo procedimento
che vede coinvolti altri enti per fatti
che non sono correlati.
Mi auguro che la Magistratura voglia
procedere nei tempi più brevi ad acquisire la documentazione a riscontro
di quanto ho esposto, non solo per la
salvaguardia della mia personale onorabilità, ma a salvaguardia della dignità
di tutte le operatrici e operatori che
hanno svolto la loro opera con professionalità e grande spirito di dedizione
in questi anni”.

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