12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 17:00:38

Cronaca

​Di Maio a Taranto per il Cis e Idea Indipendente evoca il “Gattopardo”​

«Non ci lasceremo incantare dalla sua passerella politica»


«Il Gattopardo è compiuto».
Il movimento politico trasversale “Idea
Indipendente” e l’omonimo gruppo
consiliare del Comune di Taranto non
si lasciano «incantare dalla passerella
politica che sarà percorsa dal Ministro
dello Sviluppo Economico Luigi Di
Maio il prossimo 24 aprile presso la
Prefettura di Taranto, per presiedere il
Tavolo Istituzionale Permanente ai sensi
del Dpcm 26 febbraio 2019, in occasione
della discussione del Contratto Istituzionale di Sviluppo (Cis).

La campagna elettorale delle Politiche
2018 ricolma di slogan puerili e promesse mai mantenute sulla riconversione industriale dell’ex Ilva – dicono da Idea
Indipendente – non può essere cancellata
dal colpo di spugna di qualche milione di
euro da investire qua e là sulle dozzine
di carenze infrastrutturali, urbanistiche,
sanitarie, ambientali e industriali che
presenta il capoluogo jonico ad oggi.
Briciole rispetto al risarcimento e agli
investimenti dei quali necessiterebbe una
città che insieme alla sua provincia – e
in particolare con il quartiere “Tamburi”
preesistente rispetto al siderurgico (giova ricordarlo ancora una volta al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
Stefano Buffagni) – ha pagato col sacrificio di vite umane, anche giovanissime,
i danni dell’inquinamento.

Così si compie l’ultimo capitolo di questa vicenda
politica a dir poco gattopardesca, nella
quale i parlamentari pentastellati eletti
a Taranto e in particolare il ministro
Di Maio, si atteggiano a protagonisti di
una rivoluzione inesistente, nella quale
non solo si è continuato a investire sulla
monocultura dell’acciaio con la nuova
proprietà di Arcelor Mittal, ma si è
tratteggiato un atteggiamento istituzionale sempre più in linea con le modalità
d’intervento e le prerogative degli ex Governi Gentiloni e Renzi – concludono dal
movimento politico – tanto criticati e così
sapientemente emulati sul caso ex Ilva».

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