Cronaca

​Il messaggio di ArcelorMittal: insieme per Taranto​

Le parole dell’amministratore delegato Matthieu Jehl


Un concetto è emerso con
estremna chiarezza nel Precetto Pasquale celebrato mercoeldì 17 aprile allo
stabilimento siderurgico: la necessità di
fare squadra, di collaborare e di andare
oltre i conflitti che si sono scatenati a
Taranto negli ultimi anni.
Su questo è stato molto chiaro l’arcivescovo Filippo Santoro, che ha sottolineato l’importanza di «costruire una società
fondata sulla fiducia, non chiudendoci
nella sterilità della paura e del conflitto».
Altrettanto ha fatto Matthieu Jehl, l’amministratore delegato di Arcelor Mittal.
«

“In cammino, costruendo insieme il
futuro” – ha detto Jehl – non è soltanto
il titolo di questo precetto pasquale,
ma è anche la perfetta sintesi del messaggio che mi piacerebbe portassimo a
casa. Sono passati poco più di 5 mesi
da quando è nata ArcelorMittal Italia e
abbiamo iniziato a lavorare tutti insieme.
Non è molto tempo, ma molte sono le
cose che abbiamo iniziato a fare. Siamo
impegnati su tanti fronti, a partire da
salute e sicurezza, ambiente, che sono
le nostre priorità assolute. Con onestà
e trasparenza che sono gli ingredienti
più importanti per costruire un futuro diverso. Moltissime sono le cose che
ancora dobbiamo fare, perché come tutti
sappiamo il cammino è lungo. Noi qui ce
la stiamo mettendo tutta, ma per raggiungere questi obiettivi abbiamo bisogno
del contributo di tutti, dentro e fuori la
fabbrica. E proprio il fatto che siamo
qui oggi dimostra che insieme possiamo
fare squadra e collaborare, come ha detto
l’Arcivescovo, per costruire un futuro
migliore per Taranto».

Dunque, nelle parole dell’amministratore
delegato di Arcelor Mittal si legge la ricerca del dialogo tra fabbrica e territorio.
Un percorso niente affatto facile.
«La sfida – ha sottolineato dal canto suo
l’arcivescovo – è quella di instaurare un
rapporto nuovo tra il siderurgico e la città, e richiede lo sforzo di tutti, in primo
luogo del siderurgico».
Non a caso monsignor Santoro ha richiamato l’enciclica “Laudato sì” di papa
Francesco e ha sottolineato l’esigenza
di procedere a interventi come l’introduzione della valutazione preventiva
dell’impatto sanitario e il monitoraggio
gratuito sulla salute degli abitanti dei
rioni prossimi alla fabbrica.
In sintesi: ci sono condizioni ineludibili
da rispettare, ma c’è una reciproca ricerca di fiducia che farebbe ben sperare
sulla strada di una nuova stagione di
dialogo che superi conflitti e tensioni
senza con ciò cancellare i tanti problemi
complessi da risolvere. Non erano, però,
ancora arrivate le parole del sindaco.

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