Cronaca

​Casamonica in cella a Taranto​, non risponde ai giudici

Coinvolto nel blitz scattato nei giorni scorsi per racket e usura con l’aggravante del metodo mafioso​


E’ detenuto nel carcere di Taranto uno dei Casamonica
arrestato, nei giorni scorsi, in un
blitz scattato a Roma.
Si tratta del trentaquattrenne Rocco
Casamonica, il quale, ieri mattina, è
stato sentito per rogatoria dal gip
del Tribunale di Taranto.

L’uomo, assistito dall’avvocato
Salvatore Maggio, si è però avvalso
della facoltà di non rispondere.
Ventitrè gli indagati del clan Casamonica, nell’operazione denominata “Gramigna 2”. Gli indagati
devono rispondere, a vario titolo, di
estorsione, usura, intestazione fittizia di beni, spaccio di stupefacenti.
Reati commessi con l’aggravante
del metodo mafioso.
I carabinieri del Comando provinciale di Roma hanno notificato
i provvedimenti restrittivi (dieci
direttamente in carcere) emesse
dal gip del Tribunale di Roma su
richiesta della Procura, ad appartenenti alle famiglie Casamonica,
Spada e Di Silvio. Coivolte anche
nove donne, sette delle quali sono
finite in cella. Per due è scattato
l’obbligo di dimora.

Le indagini dei carabinieri sono
la prosecuzione dell’operazione
“Gramigna” che, la scorsa estate,
ha coinvolto trentasette presunti
appartenenti al clan Casamonica.
Droga, racket e usura: secondo l’accusa esponenti del clan avrebbero
tenuto le vittime in uno stato di
puro terrore, attraverso continue
minacce. E’ stato accertato il
modus operandi posto in essere
dai Casamonica. Gli investigatori
dell’Arma hanno sequestrato circa
400mila euro in contanti. Sotto
chiave anche gioielli e orologi di
lusso per un valore di oltre 150mila
euro.
Come detto tra gli indagati anche
nove donne che avevano preso il
posto degli uomini finiti in carcere
nei mesi scorsi.
Tra di loro anche la nuora del boss
Giuseppe Casamonica, che aveva
rioccupato la casa di Porta Furba
del capo clan, già confiscata e simbolo del loro potere e del controllo
sul territorio.
Nella indagine anche un collaboratore di giustizia della ‘ndrangheta
che ha raccontato ai magistrati
della Dda di Roma dei suoi rapporti
con il gruppo romano.

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