16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 18:03:30

Cronaca

Archita: “Ci hanno preso per il c…”


 

A vederlo dall’esterno, impacchettato e protetto dalle impalcature, tutto potresti immaginare tranne che dentro ci siano ragazzi a fare “tranquillamente” (si fa per dire) lezione. Eppure stamattina gli studenti dell’Archita (liceo classico e musicale) al rientro dalle vacanze hanno ancora una volta varcato i cancelli di Palazzo degli Uffici che loro stessi avevano denunciato come insicuro. L’annunciato trasferimento nelle due sedi individuate per ospitare i ragazzi per il tempo che servirà a completare i lavori di ristrutturazione del palazzo del Borgo è rinviato a data da destinarsi. 

 

In tutto nove le classi del liceo Ginnasio che da stamattina dovevano andare nella sede della ex scuola Mazzini, in via Pitagora, già succursale dell’Archita. Mentre le cinque classi del musicale, insieme alle venti dello strumento, sono destinate alla scuola Consiglio, in città vecchia. Anche dalla scuola, prima delle vacanze, ci avevano messo un condizionale, al trasferimento del 7 gennaio; si sarebbe verificato durante le feste se i lavori di sistemazione delle aule della Consiglio della Mazzini fossero stati o meno completati in modo da permettere il trasferimento.

 

L’ipotesi che il trasloco potesse essere rinviato di qualche giorno era cioè già stata considerata, ma oggi quello che fa arrabbiare gli studenti – che comunque hanno deciso di entrare in classe dandosi del tempo per organizzare eventuali iniziative – sono le notizie che parlano di lavori al palo. Da Palazzo degli Uffici, un collaboratore scolastico stamattina conferma: oggi le lezioni sono riprese qui, i ragazzi sono in aula, non abbiamo una data per il trasferimento. E, dalla Mazzini: oggi ognuno è rientrato nella propria sede, perchè qui i lavori stanno andando avanti con la pitturazione delle aule, mentre qualche finestra è già stata sostituita; potrebbe essere questione di giorni, in quel caso il trasloco potrebbe avvenire la prossima settimana.

Le sorprese, quelle vere, riguardano la Consiglio. “Abbiamo appena saputo che il 3 gennaio la scuola ha appurato che i lavori alla Consiglio non sono neanche iniziati” spiegano stamattina al telefono i rappresentanti di istituto. Insieme ai loro compagni, ad ottobre, hanno denunciato l’assurda situazione di dover convivere con i lavori in corso. Ne sono scaturiti incontri -mancati – con le istituzioni, tavoli, riunioni, e, infine – ma ci è voluto anche uno sciopero con tanto di striscioni di denuncia – la soluzione: dopo le vacanze di Natale le classi dell’Archita (che nel frattempo sarebbero rimaste a palazzo degli Uffici) si sarebbero trasferite nelle due sedi temporanee individuate. Quindi già non si era parlato di un trasferimento immediato, perchè si dovevano pitturare le aule. E se a fine ottobre gli striscioni degli studenti recitavano “141 anni di storia rovinati dalla vostra inerzia, vergogna”, oggi i commenti sono ancora più pesanti.

 

A qualcuno scappa: “Dopo più di due mesi, ci hanno preso per il c…”. In questi giorni i ragazzi, sorpresi dalle notizie al rientro dal periodo spensierato delle feste di Natale, si organizzeranno: “La questione riguarda tutti noi, non ci saranno figli e figliastri”. Intanto, in tarda mattinata arriva l’e-mail firmata “Gli studenti del liceo Archita di Taranto”. Vi si legge: “In data odierna il liceo Archita non ha ricevuto risposte sul trasferimento delle sue classi (Liceo Musicale, Presidenza e Segreteria) nella scuola Consiglio in Città Vecchia. Il trasferimento promesso da vari esponenti politici (Comune e Provincia) ed Enti (ditta appaltatrice dei lavori di ristrutturazione del palazzo degli Uffici) era previsto per il giorno 7 Gennaio.

 

Oggi 7 Gennaio i lavori presso la scuola Consiglio non hanno avuto inizio. Mentre nella Mazzini i lavori procedono e presto le aule adibite per il liceo Classico saranno utilizzabili. In questo momento gli studenti si sentono indignati e presi in giro per le mancate promesse fatte anche pubblicamente da ormai più di 2 mesi. Auspichiamo di avere riscontri nel più breve tempo possibile perchè ricordiamo che al momento gli studenti svolgono le lezioni in una ‘scuola cantierizzata’. Continuiamo a sentirci nomadi senza fissa dimora”.

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