20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2020 alle 16:52:58

Cronaca

Fitto vede Silvio: No ai nominati. Chiarelli in pole


 

Ora accelera anche il Popolo della Libertà. Secondo alcune voci, che continuano a circolare con una certa insistenza in città, l’ex premier Silvio Berlusconi avrebbe già appuntato in agenda un incontro, che si dovrebbe tenere nei prossimi giorni, con l’ex ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto.

 

Al centro del confronto, manco a dirlo, i criteri per la compilazione delle liste del Pdl per Camera e Senato. A quanto pare, Fitto vorrebbe mettere sin da subito le cose in chiaro per scongiurare l’inserimento nelle liste di “nominati”, ovvero di candidati non pugliesi. In questo caso, l’ipotesi al momento più accreditata sarebbe quella di una compilazione che segue il criterio della “territorialità”.

 

In pratica, nei primi sei posti delle liste per Camera e Senato, ci sarebbero candidati che rappresentano una delle sei province pugliesi. In pole, ci sarebbe il consigliere regionale Gianfranco Chiarelli che andrebbe ad occupare uno dei posti “blindati” alla Camera. In corsa ci sarebbe, ovviamente, anche il senatore uscente Lino Nessa. L’ex coordinatore del Pdl di Martina Franca però rischia di rimanere fuori dai giochi per via dei tre mandati consecutivi da parlamentare. 

Per il momento, figurano tra gli “outsider” i consiglieri regionali Pietro Lospinuso e Arnaldo Sala. Ad ogni modo, l’incontro tra Fitto e Berlusconi sarà utile a fissare dei paletti in vista della compilazione delle liste del Pdl.

 

Intanto, è proprio Chiarelli ad attaccare Monti, Casini e Bersani per quello che sembra essere un antipasto della prossima campagna elettorale. “Casini ha dichiarato che l’alternativa per il prossimo governo è tra Monti e Bersani, sostenendo la “marginalità” degli altri schieramenti. Glissando per onor di patria su questa evidente caduta di stile del leader Udc, non si può non sottolineare la evidente infondatezza di una tale affermazione. In realtà Monti – spiega Chiarelli – lavora chiaramente per sostenere la sinistra; l’attuale contrapposizione è solo di tipo elettoralistico e mira unicamente a definire le “quote” di partecipazione alla gestione del prossimo governo. L’unica vera alternativa è il ritorno, con il centrodestra, alla crescita, alla equità fiscale, alle riforme, unica via per intravedere la fine del tunnel della crisi”.

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