13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca

La piazza contro i parlamentari: «Traditori della città, siete spariti dopo aver preso i voti»

Manifestazione in piazza Carmine dopo il divieto di accesso nella zona della Prefettura


«Avete preso i voti e
siete spariti. Siete i traditori della
città». Non solo Luigi Di Maio e
l’altro vicepremier, Matteo Salvini,
colpevoli di avere portato «i fascisti
in parlamento».

Nel mirino dei contestatori (poco
meno di un centinaio, poi sono
aumentati) che si sono radunati in
piazza Carmine ieri, dopo il divieto di
accesso nella zona della Prefettura,
sono finiti anche i parlamentari tarantini eletti nel Movimento Cinquestelle. Nessuno sconto per loro, anzi.
Gli eletti tarantini pentastellati sono
stati oggetto di strali come il loro
capo politico, quel Luigi Di Maio a
cui sono stati rivolte anche ingiurie.
Non è mancato qualche momento di tensione.
In una nota, il comitato Legamjonici
scrive che «è fuori tempo massimo
la convocazione delle associazioni
ambientaliste tarantine.
Si apprende con stupore della convocazione delle associazioni ambientaliste tarantine, da parte del Vice
Presidente del Consiglio e Ministro
dello Sviluppo Economico, Luigi
Di Maio, all’incontro organizzato in
data odierna presso la Prefettura di
Taranto nell’ambito del c.d. “Contratto Istituzionale di Sviluppo per
l’area di Taranto. Tavolo Istituzionale
permanente”.

Pur avendo ricevuto l’invito, il Comitato Legamjonici non presenzierà a
tale riunione. La decisione è dettata
dalla consapevolezza della totale
inutilità dell’incontro che, anzi,
sarebbe stato opportuno convocare
per discutere, nel concreto, di temi
di fondamentale importanza come
la chiusura programmata dello stabilimento siderurgico, la sua riconversione e il reimpiego dei lavoratori. Il
comitato ritiene che la chiusura delle
fonti inquinanti sia elemento imprescindibile e preliminare a qualunque
seria ipotesi di rilancio del territorio
tarantino o attività di bonifica.

L’invito del ministro Di Maio, inoltre,
risulta essere tardivo in quanto giunto decisamente fuori tempo massimo. Ed infatti, l’avvenuta cessione
dell’ormai ex Ilva ad Arcelor Mittal
caratterizza pienamente l’azione di
un Governo che, come già più volte
accaduto in passato, anche con altri
colori politici, ha inteso abdicare alle
proprie prerogative consegnando la
salute dei cittadini nelle mani di chi
ha come unico scopo il proprio profitto economico. Valgono per questo
Governo, pertanto, le stesse obiezioni
già mosse nei confronti dei Governi
passati. Proprio in quest’ottica si
ricorda che il Comitato Legamjonici ha promosso nel 2013 il primo
ricorso collettivo alla Corte Europea
dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo
contro il Governo Italiano che, già
con l’emanazione del primo decreto
Salva-Ilva del 2012, aveva palesemente violato il diritto fondamentale
alla salute dei tarantini».

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