28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Luglio 2021 alle 06:59:00

Cronaca

L’acciaio dell’Ilva domani torna in aula


 

La vicenda Ilva torna in tribunale. Fissato, infatti, per domani l’appello per la restituzione dei prodotti. Si tratta di un milione e 700.000 tonnellate, il cui valore commerciale è di circa un miliardo di euro. 

 

Un momento fondamentale per la vicenda e la vertenza che ruota attorno al colosso siderurgico, dove al momento, anche per il sequestro del prodotto finito, sono a rischio gli stipendi dei dipendenti.

 

I magistrati tarantini hanno detto no alla restituzione dell’acciaio sequestrato lo scorso 26 novembre perché ritenuto frutto di reato. E mentre tutto torna nelle mani del gip Patrizia Todisco, la procura dopo aver sollevato la questione di legittimità costituzionale del decreto, lo farà anche per la conversione in legge. Domani però il tribunale potrebbe anche pronunciarsi diversamente e ridare indietro all’Ilva l’acciaio sequestrato.
La richiesta di dissequestro era stata depositata dai legali dell’azienda, gli avvocati Egidio Albanese e Marco De Luca, già dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del decreto “salva Taranto”. Quest’ultimo infatti annulla i sigilli dell’autorità giudiziaria scattati nell’ambito dell’inchiesta per disastro ambientale, autorizzando l’azienda a proseguire l’attività produttiva per tre anni.

Intanto il fermo dei prodotti finiti e semilavorati, destinati anche agli altri stabilimenti del Gruppo, per l’Ilva é ritenuta essenziale per rimettere in marcia gli impianti dell’area a freddo. Il sequestro infatti continua a rallentare i tempi, le vendite e quindi la liquidità. L’Ilva conferma quindi il ricorso al Tribunale dell’appello e domani cercherà di ottenere ciò che i pm hanno negato. Decisiva dunque l’udienza: se l’azienda tarantina non tornerà in possesso dei semilavorati sequestrati, lo scenario è fatalmente destinato a rimanere nebuloso.

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