08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Maggio 2021 alle 18:28:42

Cronaca

​L’esigenza: accelerare gli interventi​

I commenti dopo il Tavolo permanente sullo sviluppo


«Taranto ha tutte le caratteristiche per candidarsi ad essere capitale del Mediterraneo. Può essere la porta di sviluppo sul Mar Mediterraneo, l’anello che congiunge l’intera area del Mediterraneo con l‘area adriatica e con la via della seta». Lo ha detto Vera Corbelli, commissario per le bonifiche, intervenendo ai lavori del Tavolo istituzionale svoltosi il 24 aprile in Prefettura.

Tra gli interventi che Vera Corbelli ha indicato nel percorso di riconversione economica c’è il «Parco dell’acqua legato all’Osservatorio Galene che vede già coinvolti 29 attori dello sviluppo socio economico ed istituzioni. C’è il percorso strategico che lega le attività di porto, aeroporto e l’area di Grottaglie e la “green road” di attività da sviluppare verso i Comuni delle aree interne».

Tra gli interventi di bonifica, il commissario ha citato il trasferimento di 86 fusti radioattivi della Cemerad, la riqualificazione infrastrutturale delle scuole dei Tamburi, delle aree esterne e degli impianti di ventilazione, le azioni in corso per la bonifica del Cimitero di San Brunone d’intesa con i Comuni coinvolti, per l’area Pip di Statte e per il Mar Piccolo. Tutta di carattere politico le dichiarazioni del presidente della Regione, Michele Emiliano: «Taranto attendeva la chiusura dell’Ilva perché il voto della città per il Movimento 5 Stelle è stato inequivocabile. Dopodiché evidentemente il Movimento 5 Stelle ha ritenuto di non potere mantenere questa promessa. Quel che è sicuro è che in questo momento serve un piano, soprattutto di natura tecnologica e industriale, per evitare che l’Ilva continui a uccidere la popolazione. Noi siamo pronti a collaborare, avendo la Regione Puglia negoziato con l’Unione Europea condizioni di finanziamento importanti per cambiare le tecnologie in modo tale da renderle sicure, a collaborare».

Secondo Emiliano, il siderurgico «deve essere una fabbrica completamente diversa e deve essere dal punto di vista tecnologico completamente rivoluzionata. Se queste condizioni non verranno rispettate, è chiaro che per noi la collaborazione anche con questo Governo sarà impossibile come è stata impossibile col Governo precedente». Rilanciata la proposta della decarbonizzazione. «Sull’Ilva – ha concluso – noi non possiamo intervenire perché hanno fatto delle leggi per evitare che potessimo controllare all’interno della fabbrica quello che avviene. Questo è stato un errore clamoroso».

«Cgil, Cisl, Uil – dichiarabno i rispettivi segretari Paolo Peluso, Antonio Castellucci e Giancarlo Turi – valutano positivamente la riattivazione del Tavolo Istituzionale che, a far data dalla sua istituzione (2015), aveva prodotto risultati importanti nella preziosa opera di ripartenza economica e sociale all’indomani della crisi della siderurgia locale. Al momento, l’impostazione normativa (Legge n.20/2015) non subisce mutamenti, ma vede mutata la governance del progetto aperta alla partecipazione di componenti tecniche che integrano le presenze politiche. Inoltre, la Commissione speciale per la riconversione economica (tecnopolo) istituita con la Legge di Bilancio, diventa organo strumentale con cui il Tavolo operativamente si interfaccerà».

I tre segretari «auspicano vivamentente» che venga accelerata «l’esecuzione degli interventi, il cui rallentamento è dipeso essenzialmente dalle macchinose procedure burocratiche. Attualmente non sono state valutate nuove dotazioni finanziarie in grado di implementare la progettazione in fase di esecuzione». Caustico l’ex parlamentare Ludovico Vico: «Il Governo a Taranto, rassicurato ingiustificatamente da una “zona rossa” da G7, ha riavviato”metodologicamente” il Contratto Istituzionale di Sviluppo. “Ci vedremo ogni due mesi” e’ stato l’unico impegno solenne dopo la l’illustrazione dell’esistente. La disponibilità, già acquisita nel triennio 2015-18, di 1 miliardo di euro c’era con i relativi progetti e programmi e tale resta…per fortuna. Ma nessun cronoprogramma è stato annunciato per accelerare la spesa e le realizzazioni. Il Cis è uno strumento straordinario di intervento realizzativo, dal momento che esistono le risorse finanziarie e i relativi progetti di intervento. Riavviare il Cis significava recuperare i dieci mesi di “fermo” determinati dal Governo. Oggi è stato riavviato solo il Tavolo riassuntivo».

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