25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

Cronaca

Porto, nuove prospettive di crescita

I dati relativi alle movimentazioni dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio


Nel 2018 le movimentazioni complessive
dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio sono state
pari a 20,4 milioni di tonnellate, registrando una riduzione del
5,6% rispetto all’anno precedente quando erano state gestite
21,6 milioni di tonnellate di merci.
Nel dettaglio, 12 milioni di tonnellate sono state le merci
sbarcate (-5,1%) e 8,5 milioni quelle imbarcate (-6,4%).

Nel suo complesso, il cargo in transito dal porto di Taranto
è costituito per circa il 57,3% da rinfuse solide; per il 24,2%
da merci varie e per il 18,5% da rinfuse liquide.
«Il risultato conseguito dal porto – si legge in una nota
dell’Authority – è il frutto di andamenti alterni. Infatti, ai
numeri positivi registrati per le rinfuse solide (+3,1%) con
11,7 milioni di tonnellate, si contrappongono le performance
delle rinfuse liquide che hanno raggiunto 3,8 milioni di tonnellate (-17,7%) e delle merci varie (-13,3%) con 5 milioni di
tonnellate.

L’andamento della produzione industriale incide
in modo significativo sulla movimentazione portuale di rinfuse e in particolare a Taranto, la cui attività è strettamente
legata a quelle del polo siderurgico e della raffineria Eni, che
sono i principali clienti del porto. Lo scalo ionico ha beneficiato in particolare dell’incremento degli imbarchi di rinfuse
solide che hanno segnato, con
circa 1,5 milioni di tonnellate,
+19,2% sul 2017; anche gli sbarchi con 10,3 milioni hanno registrato un aumento dell’1,2%.
La stabilizzazione della situazione dell’industria siderurgica,
dopo gli ultimi anni difficili
per le note vicende giudiziarie
e ambientali, ha contribuito
a conseguire questi risultati.
L’attività generata dalla gestione degli impianti ex Ilva
ad opera della Arcelor Mittal
Italia, si auspica possa contribuire a rilanciare ulteriormente
Taranto in questo segmento.

Riguardo alle rinfuse liquide,
la contrazione degli sbarchi
con 1,1 milioni di tonnellate nel 2018 a fronte di 1,8 milioni
dell’anno precedente (-39,4%), e degli imbarchi con 2,7 milioni
leggermente più bassi del 2017 (-3,3%) riflette la riduzione
dell’import marittimo della raffineria Eni che sta utilizzando
il greggio proveniente dalla Basilicata.
Ancora ferma la movimentazione di container per il 2018,
ma il rilascio della concessione del Molo Polisettoriale alla
holding turca Yilport, tredicesimo operatore terminalista
mondiale e miglior operatore portuale globale per il 2018,
apre a nuove ed importanti prospettive di crescita del settore.
Il progetto relativo al Molo Polisettoriale del porto di Taranto
prevede un importante posizionamento strategico del terminal
nel Mediterraneo centrale con il raggiungimento graduale di
significativi traffici.

Inoltre l’ormai prossimo effettivo avvio
della Zona Economica Speciale Multiregionale (poiché vede
inclusa anche la Basilicata) potrà attirare nuove attività industriali e manifatturiere che dovranno avvalersi del porto per il
proprio import-export e daranno ulteriore slancio alle attività
dello scalo ionico. Riguardo al comparto passeggeri, a fronte
della riduzione in transito nel 2018, per il 2019 si prevede una
nuova crescita grazie al ritorno presso lo scalo ionico delle
navi della Marella Cruises e di altre compagnie».
Secondo il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del
Mar Ionio, Sergio Prete «il porto di Taranto sta
gradualmente superando la profonda crisi degli ultimi anni
dovuta a vari fattori, tra i quali le note problematiche del comparto industriale e la chiusura del terminal contenitori. Già a
partire dalla fine dello scorso anno si sono avvertiti i primi
segnali di ripresa. Il concreto avvio di tutte le iniziative messe
in campo e delle attività programmate consentirà
una graduale ma importante ripresa che potrà
condurre lo scalo ad una crescita esponenziale,
sia in termini di traffici ed occupazione ma
anche di diversificazione, innovazione e sostenibilità ambientale. Yilport, Zes, Arcelor Mittal, l’Innovation Hub, Piattaforma Logistica, Falanto Service
Port Center, sono solo alcuni dei Pilastri su cui stiamo
lavorando per garantire a Taranto il posizionamento
strategico che merita nel Mediterraneo».

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